Non ci voleva. Proprio nell’annata della continuità, dopo aver fatto breccia nell’atletica dei campionissimi 2024 e trovatone consacrazione assoluta nel 2025, un infortunio proprio mentre la vera stagione 2026 stava appena sbocciando. Mattia Furlani stavolta preoccupa tutti. Stavolta, quel sorriso che parte smagliante sulla bocca del cuore degli italiani quando ne sentono parlare, non può sortire lo stesso effetto. Preghiera e preoccupazione.
Perché l’infortunio non sembra cosa da poco. Ma riavvolgiamo il nastro. Furlani si trovava alla Diamond League in Cina. Seconda tappa, tre salti buoni in crescendo, fino al quarto, evidentemente fatale. Colpa di quell’asse di battuta che scomodo, tormenta, fa discutere perché soprattutto reca infortuni come questi.
Le scene non sono belli. Si accascia, dolorante, fa fatica a rialzarsi. Si percepisce immediatamente come non sia cosa da poco. Per questo calibro di atleti, a questi livelli, pure una lesione è tremenda. Perché stoppa, condiziona l’anno, il ritmo. E riprenderlo, non è cosa da poco.
Immediatamente chiama lo staff sanitario. Ma non riesce ad alzarsi: ci vuole la barella. Guadagna l’uscita tra gli applausi del pubblico di Xiamen, è costretto ad abbandonare la Diamond League. Mani sul volto, l’immediata riconoscenza e consapevolezza che sia un problema muscolare di seria entità.
In queste ore Mattia Furlani è già sul volo di ritorno per l’Italia. Per conoscere l’effettiva ed entità dell’infortunio bisognerà aspettare domani, quando fatidicamente affronterà l’esito degli esami strumentali. Che sia una lesione al bicipite femorale sembra ormai concetto ben appurato. Ora bisogna solo capire se di primo o di secondo grado. In ogni caso, la sua partecipazione al Golden Gala appare ormai segnata.

