WASHINGTON – Gli Stati Uniti e l’Iran sarebbero vicini alla firma di un accordo preliminare che potrebbe portare a una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco e alla riapertura dello Stretto di Hormuz. A riferirlo è Axios, che cita un funzionario statunitense informato sui negoziati in corso.
Secondo la bozza dell’intesa, durante il periodo di tregua Teheran potrebbe tornare a esportare liberamente petrolio, mentre proseguirebbero i colloqui sul programma nucleare iraniano. Lo Stretto di Hormuz verrebbe inoltre riaperto senza pedaggi e l’Iran si impegnerebbe a bonificare l’area dalle mine.
In cambio, gli Stati Uniti revocherebbero il blocco dei porti iraniani e concederebbero alcune deroghe alle sanzioni economiche per favorire la vendita del petrolio iraniano.
Restano però ancora aperte diverse questioni, soprattutto sul fronte nucleare. Secondo quanto riportato da Axios, il memorandum prevederebbe l’impegno dell’Iran a non sviluppare armi nucleari e ad avviare negoziati sulla sospensione del programma di arricchimento dell’uranio e sulla rimozione delle scorte altamente arricchite.
Teheran avrebbe già fornito, tramite mediatori, alcune garanzie verbali agli Stati Uniti sulla disponibilità a discutere limitazioni al proprio programma nucleare, mentre Washington si sarebbe detta pronta a negoziare una graduale revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani nell’ambito di un eventuale accordo definitivo.
Secondo la stessa ricostruzione, il testo affronta anche il conflitto tra Israele e Hezbollah in Libano, prevedendo una possibile fine delle ostilità. Una prospettiva che, sempre secondo Axios, avrebbe suscitato le preoccupazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di una telefonata con il presidente Donald Trump.
La Casa Bianca spera che le ultime divergenze possano essere risolte nelle prossime ore per arrivare già oggi all’annuncio ufficiale di un memorandum d’intesa della durata iniziale di 60 giorni, prorogabile di comune accordo.
Secondo la piattaforma saudita Al Arabiya, l’intesa preliminare potrebbe essere denominata “Dichiarazione di Islamabad” e annunciata dal Pakistan, che starebbe svolgendo un ruolo di mediazione tra le parti. Un nuovo round di negoziati più approfonditi tra Washington e Teheran potrebbe invece tenersi il prossimo 5 giugno.

