La battaglia legale tra Sting e i Police sulle royalties degli streaming

La disputa legale tra Sting e i suoi ex compagni dei Police sulle royalties degli streaming musicali: una battaglia che mette in discussione accordi storici. La scena musicale internazionale è scossa dalla notizia della controversia legale tra Sting e i suoi ex compagni di band, Andy Summers e Stewart Copeland, riguardo ai ricavi derivanti dalle … Continued

La disputa legale tra Sting e i suoi ex compagni dei Police sulle royalties degli streaming musicali: una battaglia che mette in discussione accordi storici.

La scena musicale internazionale è scossa dalla notizia della controversia legale tra Sting e i suoi ex compagni di band, Andy Summers e Stewart Copeland, riguardo ai ricavi derivanti dalle royalties degli streaming musicali. Questa disputa, che vede ballare milioni di dollari, è radicata in un accordo storico del 1977, che regolava la spartizione dei guadagni prima dell’avvento delle piattaforme digitali. Mentre Sting ha già versato una somma considerevole ai suoi ex colleghi, la cifra sembra non essere sufficiente per Summers e Copeland, che chiedono un compenso significativamente più alto.

Al centro della questione c’è la definizione stessa di ‘royalties’, e se gli streaming possano o meno essere considerati una ‘performance pubblica’. Intanto, la vendita del catalogo di Sting a Universal Music Group aggiunge ulteriore complessità alla situazione.

Accordi storici e nuove sfide: una questione di royalties e streaming

La disputa nasce da un accordo del 1977 che Summers, Copeland e Sting avevano stipulato


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