
Dieselgate, Consiglio di Stato boccia ricorso VW: la maxi multa resta
Il Consiglio di Stato conferma la multa da 5 milioni a Volkswagen per il Dieselgate. Respinto il ricorso su pubblicità ingannevole
Con la pubblicazione della sentenza n. 126/2026, il Consiglio di Stato ha chiuso una delle dispute legali più lunghe e significative degli ultimi anni in materia di tutela dei consumatori. I giudici di Palazzo Spada hanno infatti respinto l’appello proposto da Volkswagen AG e Volkswagen Group Italia SpA, confermando la legittimità della sanzione da 5 milioni di euro irrogata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nel lontano 2016. La decisione ribadisce che la manipolazione dei dati sulle emissioni inquinanti non è stata solo una violazione tecnica, ma una pratica commerciale profondamente scorretta ai danni degli automobilisti italiani.
IL CUORE DELLA VICENDA: PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE E PUBBLICITÀ INGANNEVOLE
La controversia trae origine dallo scandalo Dieselgate, scoppiato quando si scoprì che su milioni di veicoli del gruppo Volkswagen era stato installato un software (noto come defeat device) capace di alterare i risultati dei test sulle emissioni di ossido di azoto (NOx). In Italia, l’Antitrust aveva sanzionato il colosso automobilistico con il massimo edittale allora previsto (5 milioni di euro), contestando due condotte principali: l’omissione di informazioni rilevanti sull’effettivo impatto ambientale
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