«Cara me», inizia con queste parole il nuovo disco di Angelina Mango. Ricorda quei vecchi diari con i lucchetti, dove ognuno di noi scriveva di sé, ma soprattutto a sé, sperando che nessuno leggesse. Perché le parole che ci finivano dentro erano intime, sofferte, aspre, istintive e mai compiacenti: erano frasi in piena, sempre fuori dagli argini, mai compromesse dalla razionalità.
Ecco, questo è Caramé, il nuovo progetto di Angelina: un diario di parole taglienti, dirette, sincere. Come in un diario, Mango scrive a sé, di sé, per sé, ma il racconto è talmente onesto e trasparente da diventare universale: non ci si riconosce (solo) se si ha la stessa storia (e la stessa età) di Angelina, ma se ci si lascia attraversare dalle canzoni del disco.
Angelina Mango: il coraggio di attraversare e raccontare il dolore
In un’epoca, quella nostra, in cui il pop si adatta, piuttosto stancamente, a ritmi serrati e a canzoni brevissime da consumare subito, il disco di Angelina si prende il tempo di raccontare il dolore: tutto, intero, violento, così com’è stato, così com’è. No,
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