Ci siamo, oggi 19 settembre gli occhi dei napoletani (di tutto il mondo) sono puntati sul Duomo di San Gennaro, la comfort zone partenopea dove si continua a credere da millenni (e lo si continuerà a fare) che andrà tutto bene se e solo se del sangue raggrumato tornerà almeno per un attimo ad essere liquido. Ebbene, anche stavolta il sangue si è sciolto. Ma cosa succede davvero e, soprattutto, perché San Gennaro è così venerato?
Come ogni anno, alle 10 in punto, l’arcivescovo di Napoli il Cardinale Battaglia ha dato avvio alla cerimonia della prodigiosa liquefazione del sangue del suo Patrono. Questa volta, però, in maniera decisamente diversa: le sue prime parole sono state subito rivolte alla popolazione di Gaza, un silenzio doloroso e poi la video intervista di un parroco che opera in quelle zone di guerra.
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Custodito in due ampolle nella Cappella del Tesoro di San Gennaro (l’espressione più alta dell’arte barocca a Napoli, che appartiene tra l’altro non alla curia
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