Il Tribunale ha finalmente riconosciuto il nesso tra il decesso di un operaio della Miteni e il tumore che ha contratto lavorando a stretto contatto con “le sostanze chimiche per sempre”
@Canva
È stato operaio addetto alla depurazione delle acque per più di dieci anni. Poi è morto di un tumore della pelvi renale nel 2014. Lui era Pasqualino Zenere e per la prima volta la sua storia, simile a quella di molti altri, trova un po’ di giustizia.
La sentenza del Tribunale di Vicenza di questi giorni, infatti, dà ragione ai suoi eredi, che avevano fatto causa all’Inail. E non solo: quella di Zenere, è la prima morte certificata dove la causa sono i Pfas. In buona sostanza, quel tumore letale era legato all’esposizione a Pfoa e Pfos, che per anni ha respirato, assorbito tramite la pelle, ingerito sul posto di lavoro.
Si tratta della prima sentenza in assoluto su questo tema, calata su un caso specifico, preciso e documentato. La documentazione riguarda sia le mansioni di lavoro svolte sia il nesso tra queste e la malattia che ha portato al


