Secondo la Ragioneria di Stato, la proposta di legge per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione avrebbe costi indefiniti per la Pubblica Amministrazione e sgravi ai privati troppo onerosi
@Canva
La proposta avanzata da M5S, AVS e PD di introdurre una settimana lavorativa corta in Italia, consistente in quattro giorni di lavoro a parità di stipendio, è stata respinta dalla Ragioneria generale dello Stato. La principale motivazione riguarda l’impatto economico eccessivo che una tale riforma avrebbe sul bilancio pubblico, con un impatto particolarmente significativo sul settore pubblico.
L’obiettivo della proposta era quello che si è sempre detto: promuovere un equilibrio più favorevole tra vita lavorativa e privata, migliorare il benessere dei lavoratori e, potenzialmente, incrementare la produttività. Ma, secondo le stime della Ragioneria, l’attuazione di questo modello comporterebbe un aumento considerevole dei costi, legati alla necessità di compensare le ore non lavorate con nuove assunzioni o straordinari.
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In Europa, sono ormai parecchi i Paesi che hanno avviato esperimentazioni simili.
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