L’indagine della ONG Facing Finance e Urgewald rivela che migliaia di fondi europei etichettati come ESG investono in in società che promuovono attivamente progetti per aumentare la produzione di petrolio, gas e carbone, mettendo in discussione l’integrità delle pratiche di investimento sostenibile
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4.792 fondi d’investimento europei, etichettati come ESG (Environmental, Social, and Governance), continuano a finanziare l’industria dei combustibili fossili. A scriverlo, nero su bianco, è stata l’ONG Facing Finance e Urgewald, che ha analizzato oltre 14.000 fondi europei, i quali dichiarano di perseguire obiettivi ambientali, sociali e di governance, rivelando che più di un terzo di questi ha investito complessivamente oltre 123 miliardi di euro in società che promuovono attivamente progetti per aumentare la produzione di petrolio, gas e carbone.
Le aziende di combustibili fossili più frequentemente presenti nei fondi ESG analizzati sono risultate essere TotalEnergies, Shell, ExxonMobil, Chevron, Eni e BP. In particolare, TotalEnergies avrebbe ricevuto investimenti per 8,1 miliardi di euro, espandendo il suo business in paesi come il Mozambico, dove il progetto LNG nella provincia di Cabo Delgado ha sollevato preoccupazioni riguardo
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