Santuario o trappola per turisti? Troppe le realtà in cui lo sfruttamento è venduto come attività/cura degli animali. A pagarne le spese sono elefanti, tigri, ma anche le persone. La morte di una turista in un centro per elefanti riaccende il dibattito sullo stress e sui maltrattamenti che questi animali subiscono
@Canva
Fare il bagnetto a un elefante, accarezzare una tigre, dare da mangiare a un orso mentre, magari, un lavoratore del posto scatta una delle foto più instagrammabili che potrai mai avere in galleria. Le esperienze a contatto diretto con gli animali sono purtroppo tantissime, in particolare nei Paesi asiatici. Vengono vendute dai tour operator, pubblicizzati sui social, promuovendo santuari per animali selvatici che, però, sono santuari solamente sulla carta.
La morte di una giovane turista spagnola, avvenuta in un fatale incidente proprio mentre faceva il bagno a un elefante, ha aperto gli occhi a una buona parte di viaggiatori smuovendo le coscienze. Blanca Ojanguren García, questo era il nome della donna, è deceduta dopo che un pachiderma, in uno stato di elevato stress, l’ha travolta incornandola
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