giovedì, Gennaio 29, 2026
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Il “brain rot” esiste davvero: ecco cosa può fare al cervello l’abuso di contenuti spazzatura online

Il marciume cerebrale causato dal consumo compulsivo di contenuti di bassa qualità sul web è un fenomeno scientificamente provato: tutti gli effetti che provoca

@George Dolgikh/Pexels

L’uso eccessivo di Internet, soprattutto attraverso i social network, sta influenzando profondamente la nostra salute mentale e cognitiva. Recenti studi scientifici mostrano come il consumo compulsivo di contenuti di bassa qualità – spesso caratterizzati da sensazionalismo e superficialità – possa portare a una riduzione della materia grigia nelle regioni prefrontali del cervello, responsabili di funzioni cruciali come la regolazione emotiva, la memoria e il controllo degli impulsi.

Questo fenomeno, definito “marciume cerebrale” (o “brain rot”), è stato recentemente inserito dall’Oxford Dictionary come parola dell’anno, a sottolineare l’allarme crescente intorno agli effetti negativi di un uso incontrollato dei social media.

La tendenza, spiegano gli esperti, non è un semplice capriccio linguistico ma una realtà documentata: il nostro cervello è sempre più vulnerabile al cosiddetto doomscrolling, ovvero il consumo senza fine di notizie e contenuti spesso allarmistici o privi di sostanza.

I cambiamenti neuroanatomici sono simili a quelli osservati nelle dipendenze da


Leggi tutto: https://www.greenme.it/scienza-e-tecnologia/brain-rot-esiste-davvero/


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