Luca Giunti, guardiaparco Alpi Cozie ed esperto di fauna selvatica, propone un approccio basato sull’educazione degli animali e sulla coesistenza pacifica, criticando la gestione della fauna basata sulla paura e sull’abbattimento indiscriminato
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Un atto di crudeltà gratuita e un messaggio inquietante: un lupo è stato trovato impiccato a Frabosa Soprana (Cuneo) nella notte tra il 6 e il 7 dicembre. La carcassa dell’animale, appesa a una rete vicino a un’insegna all’ingresso del paese piemontese, rimanda a un episodio analogo avvenuto la scorsa estate in alta valle Varaita.
Le indagini sono in corso per determinare le cause della morte e individuare i responsabili. L’ipotesi più considerata è che il canide sia stato investito da un’auto e poi impiccato come gesto dimostrativo, ma saranno gli esami necroscopici a fornire risposte certe.
Questo gesto brutale non solo viola le leggi a tutela degli animali, ma arriva in un momento particolarmente delicato per la convivenza tra uomo e lupo in Italia. Proprio il giorno prima del ritrovamento, infatti, la Convenzione di Berna ha declassato il lupo da «specie
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