“Quando i ragazzi lavorano, diventano straordinariamente capaci”, la straordinaria storia di Nico Acampora e di PizzAut

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Il più bello dei lavori, quello che ci dà un posto nel mondo e ci rende liberi, è la migliore delle soluzioni possibili. Per tutti, nessuno escluso, vale lo stesso imperativo: dimostrare che si può fare, dimostrare che anche i ragazzi con autismo, per esempio, possono imparare un mestiere. Anche quello che sui libri viene raccontato come “impossibile”. Un concetto che va oltre il mero tentativo di accogliere la “disabilità” e che risponde sul serio all’urgenza di inclusione

A sentir parlare Nico Acampora quasi ti si rovescia il mondo e tutto intorno a te smette di girare vorticosamente. Con lui l’idea di “disabilità”, quel parolone che a nominarlo ti assolve da ogni peccato, assume forma e sostanza diverse. Ha davvero un senso quello in cui hai creduto sinora o avresti bisogno di un semplice scatto in avanti, tac!, per capire che bisogna andare oltre, spostare la tenda delle apparenze ed esplorare davvero quello di cui necessitano le persone con disabilità?

Disabilità (e inclusione): è proprio questo il punto, la parola in cui ci si incastra volutamente per

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