La pellicola narra le vicende di un ex galeotto, interpretato da Marco Giallini, dalla vita turbolenta e sgangherata che si trova alle prese con Babbo Natale in carne ed ossa, interpretato da Gigi Proietti

Non è immediato ma ci si arriva dopo qualche secondo, perché se non è troppo insolito trovare già dai primi di ottobre addobbi natalizi e pandori nei super mercati, non dovrebbe esserlo nemmeno l’uscita di un film natalizio il 3 di novembre.
Proprio a novembre l’anno scorso ci lasciava il maestro Gigi Proietti; sicuramente quando è stata concepita la pellicola non si era pensato ad un’uscita così anticipata e postuma allo stesso tempo: il film “Io sono Babbo Natale” è l’ultimo in cui compare l’attore romano (lo ha girato qualche tempo prima di morire lo scorso 2 novembre) ed è in anticipo, di quasi due mesi, rispetto alle festività natalizie.
La data d’uscita rimanda proprio al suo compleanno, e purtroppo alla sua scomparsa; ma quale miglior celebrazione, se non quella di restituire al grande maestro un’ultimo grande applauso proprio dalle sale cinematografica di tutta Italia?
Il film narra le vicende di Ettore (Marco Giallini) un ex galeotto dalla vita turbolenta e sgangherata. Non ha grandi prospettive se non quella di continuare la sua carriera da rapinatore.

È così che si ritrova a casa di Nicola (Gigi Proietti), un simpatico signore che non possiede oggetti di valore ma ha una incredibile rivelazione da fare: “io sono Babbo Natale!”.
Ma sarà davvero lui? Edoardo Falcone (Se Dio Vuole, Questione di Karma) ha diretti Giallini e Proietti, nella sua ultima preziosa interpretazione, nel film “Io sono Babbo Natale”. Il film sarà presentato in pre-apertura alla 16° edizione della Festa del Cinema di Roma 2021 (14-24 ottobre), per poi approdare nelle sale il 3 novembre.
Il film è prodotto da Lucky Red, 3 Marys Entertainment con Rai Cinema, distribuito da Lucky Red.

“Ho scritto il film pensando a Gigi Proietti e Marco Giallini”, ha spiegato il regista. “Perché nessuno come loro poteva rendere al meglio due caratteri così diversi, ma allo stesso tempo così pieni di umanità. Oggi Gigi se ne è andato. Il dolore è ancora vivo. Anche se uomini come lui difficilmente ci lasceranno mai. Incontrarlo è stata una fortuna. Dirigerlo un onore. Parole che potrebbero sembrare retoriche, ma che acquistano ben altro valore alla luce di quello che era questa persona. E che è ancora, per tutti noi. Poter lavorare con lui è stato un grande “dono”. Forse Babbo Natale esiste davvero.

Chissà”.

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