Egregi lettori …

Credo che il tema di oggi sia uno dei tanti atteggiamenti e peculiarità che emergono dalla storia e che incredibilmente sono di grande attualità Mediatica, Sociale ed Istituzionale…

Chi erano i “buffoni di corte” …

Erano forme di vita umane che ogni qualvolta il Sovrano enunciava un verso che aveva finalità giulive (anche se ottuso o banale) tutti ridevano. Nel contempo fra quelli che ridevano vi erano anche i buffoni che con le loro abilità “artistiche” dovevano a loro volta far ridere il Re.

Potremmo meravigliarci di questi comportamenti dell’andato ma da quello che ascoltiamo e vediamo questi modi di muoversi asserviti esistono e persistono anche in modo diffuso nel coevo e non esiste palcoscenico migliore della Televisione per assistere ad alcuni scenari sociali di non poche entità che platealmente e con grande abilità si esibiscono in atteggiamenti da sottomessi che noi li definiamo affettuosamente quelli de “” Il piacere di far piacere “”

I Nuovi “buffoni di corte” ripetono pedissequamente quello che all’editore piace – ridono quando l’altissimo vuole che ridono – si esibiscono in goliardate e “balle” per far divertire il curatore od il sommo editore il quale a sua volta può godere del “piacere di far piacere” a questa o quella Istituzione.

È una danza “sottile e folcloristica” che evidentemente nasconde l’assenza o quasi di etica e deontologia professionale ed innanzitutto manifesta le notorie forme degenerative della pochezza umana …

Questo probabilmente è il ruolo “del buffone di corte” di cui abbiamo enunciato nella prima parte della presente ironica-narrativa che in progressiva ascesa dall’andato è giunta sino al coevo distinta da una straordinaria indifferenza, noncuranza e misera spavalderia.

Che il futuro ci sia amico …

a.m.del giorno 30 settembre 2021

Claudio Cianchella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *