Gli incendi distruggono i nostri polmoni verdi, uccidono e feriscono gravemente la fauna selvatica, minacciano le nostre case e la nostra vita e non solo.

Il fumo degli incendi può anche rendere le persone più suscettibili a contrarre il Covid-19 e ad avere conseguenze più gravi, anche letali, in seguito al contagio.

Secondo uno studio pubblicato di recente sulla rivista Science Advances, nelle aree in cui la cittadinanza è stata esposta all’aria ricca di particolato a causa degli incendi record della scorsa estate, si sarebbero verificati quasi 20mila contagi in più e oltre 700 morti in più per coronavirus.

Risultati che non hanno sorpreso i ricercatori, che sospettavano già una correlazione tra contagi e decessi e particolato. Gli esperti hanno infatti sospettato fin dai primi giorni della pandemia che esistesse un legame tra l’inquinamento atmosferico e la probabilità di contrarre la malattia. Da un lato, si è ipotizzato che il virus potesse essere diffuso più facilmente nell’ambiente proprio grazie al particolato. In più, si è notato che il particolato compromette la capacità dei globuli bianchi nei polmoni di combattere le infezioni respiratorie.

Questo si traduce da sempre in un rischio più elevato di soffrire di asma o di altri problemi respiratori nelle persone che vivono in luoghi inquinati e ora sappiamo che può anche aggravare i sintomi del coronavirus.

Secondo gli autori di questo nuovo studio, il legame tra fumo degli incendi e l’aumento di contagi e decessi per il nuovo coronavirus non è una coincidenza: l’esposizione al PM 2,5 potrebbe diminuire le nostre difese e renderci più vulnerabili.

Una pessima notizia considerando la presenza della variante delta e la contemporanea stagione drammatica degli incendi che sta interessando praticamente tutto il Pianeta.

“È una combinazione orribile. Insieme, gli incendi e il COVID-19 ci rendono ancora più malati”, ha commentato Francesca Dominici, una delle autrici dello studio.

 

Fonte: greenme.

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