Mangiagalli: ‘In 30 anni che faccio questo lavoro non ricordo nessuna patologia acuta infettiva in cui sia stato dato come concetto aspetta e vedi cosa succede’

Ieri a Milano in piazza del Duomo circa 10000 persone hanno partecipato alla ‘Conferenza Nazionale sulle terapie domiciliari precoci’ indetta dal Comitato Cura Domiciliare Covid-19. Sono arrivati da tutta Italia ma anche dall’estero per manifestare il proprio appoggio al Comitato Cura Domiciliare Covid-19. In aereo dal Lussemburgo piuttosto che dalla Sardegna e la Sicilia, in treno e in auto

Scopo dell’incontro: raccontare come i medici del Comitato abbiano curato i malati Covid secondo uno schema terapeutico messo a punto durante la prima ondata. I partecipanti, cittadini interessati e persone curate a domicilio e in telemedicina dai dottori del gruppo Facebook ‘Terapia domiciliare covid19’, che ha raggiunto i 460mila iscritti, sono arrivati a Milano da diverse parti d’Italia, tra cui Veneto, Sicilia, Trentino Alto Adige, Puglia, oltre che Lombardia.

A parlare sono stati una decina degli oltre mille del Comitato Cura Domiciliare, in particolare Andrea Mangiagalli, medico di Medicina Generale di Milano e il professor Serafino Fazio, di Napoli.
‘Il medico di medicina generale è un presidio fondamentale per i cittadini, è la prima linea di difesa – ha detto Mangiagalli – Io in trent’anni che faccio questo lavoro, non ricordo nessuna patologia acuta infettiva in cui sia stato dato come concetto ‘aspetta e vedi cosa succede’. Per questo noi dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro, curare le persone e utilizzare i farmaci che già sono disponibili. Questo è il messaggio che dobbiamo portare ai colleghi’.
E ancora infermieri e professionisti sanitari, per ‘chiedere al Ministero della Salute di essere ascoltati’, ha detto l’avvocato Erich Grimaldi, presidente del Comitato Cure Domiciliari Covid-19.

 

Fonte: lapressa

 

 

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