È scontro all’interno del Governo guidato da Mario Draghi sulle riaperture. «Tornare alla libertà e al lavoro», martella Matteo Salvini. «Si riapre non perché Salvini ha chiesto di riaprire.

Si riapre nonostante l’irresponsabilità di chi voleva sbracare subito», puntualizza Enrico Letta. L’agenda della politica cerchia in rosso la data di lunedì per fare il punto sul tema che resta al centro delle riflessione, e delle polemiche: quello delle riaperture.

«Non uso questa sentenza per fare pressione. L’unica ’pressione’, se possiamo dire così, che faremo nelle prossime ore è quella legata alla riunione che ho convocato con gli amministratori, governatori e sindaci della Lega, che presiederò personalmente, perché alla riunione di lunedì si torni alla libertà e al lavoro», dice dunque il leader della Lega appena incassato a Catania il ‘non luogo a procedere’ sul caso Gregoretti. Questione sostanzialmente posta anche dal ministro Giancarlo Giorgetti, che osserva: «Dalla pandemia stiamo per uscirne, i dati dicono questo. Dobbiamo essere confidenti, ma stiamo continuando a lavorare per non ricascarci in inverno e nei prossimi anni». «Penso che l’ottimismo ci possa aiutare a programmare il futuro e ad andare avanti», rilancia il ministro dello Sviluppo economico.

Letta tiene il punto e rimarca che «se si fosse ’sbracati’ subito, ad aprile, oggi non saremmo in grado di riaprire in sicurezza» e rivendica che «si riapre perché c’è stata responsabilità fino a oggi». «Oggi siamo ottimisti e possiamo pensare a riaperture nei prossimi giorni, a giugno, perché siamo stati rigorosi, perché – avverte il segretario Pd – Draghi ha limitato l’irresponsabilità di alcuni nostri alleati al governo, e alcuni di opposizione».

E dunque, se «la campagna vaccinale prosegue a ritmo serrato con sempre più persone immunizzate e con i contagi che scendono costantemente», il Paese «è pronto a tornare gradualmente alla normalità», garantisce Roberto Occhiuto. «Lunedì – conferma il capogruppo Forza Italia alla Camera – si terrà la cabina di regia del governo per fare il tagliando all’ultimo decreto Covid. Chiediamo al premier Draghi di dare fiducia agli italiani e di optare per delle vere riaperture per tanti settori ancora al palo». E sul coprifuoco, gli azzurri torna a chiedere «spostiamolo almeno alle 24». «L’Italia sta combattendo per superare la pandemia e per poter gradualmente tornare alla normalità. Dobbiamo guardare al futuro con ottimismo, con una prospettiva positiva, dobbiamo lavorare per creare opportunità di crescita per i giovani, per le donne, per il Paese intero. Ma non c’è futuro senza figli. Per questo preoccupano i dati sulla denatalità», guarda avanti Mariastella Gelmini. «È questa la sfida da vincere. Dopo aver sconfitto il Covid, l’Italia ripartirà davvero solo se torneremo a riempire le culle», dice il ministro per gli Affari regionali e le autonomie. Una bella gatta da pelare per Draghi, che sembra indirizzato a spostare il coprifuoco soltanto alle 23.

Fonte: Il Tempo.it

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