Viterbo: Andavi al Bar Giulio, nella centralissima Via Marconi a Viterbo, oggi Caffetteria Bertoldo, e ti sentivi un re. Risuonava, allegro e cordiale, il suo “buongiorno” e regalava buonumore, simpatia, allegria.

Conosceva per nome tutti i suoi clienti che lo adoravano. Oggi, in molti bar, ragazzetti distratti servono il caffè sgarbatamente, mentre rispondono al messaggio sul cellulare o conversano con il compagno di bancone, senza rivolgere la parola al cliente. Giulio no. Era diverso.

Sapeva mettere il cliente al centro del suo mondo, fatto di tazze e tazzine, cappuccini e caffè, aperitivi e pizzette. Ogni cliente era suo amico. Con quale grazia, con quanta maestria ed innata educazione sapeva servire.

Con lui, si poteva conversare su qualsiasi argomento e aveva sempre una parola buona e gentile, un consiglio prezioso, un sorriso. Ricordava qual era “il solito” di ognuno.

Nel suo bar si entrava non solo per il piacere del servizio, ma anche per la gratificazione nel venire accolti con grande gentilezza. Prese in gestione dapprima il bar presso il distributore della Esso. Era un locale poco frequentato, ma, grazie a lui, si riempì ben presto di clienti.

Successivamente, il locale di via Marconi, storico bar aperto nel dopoguerra da Marcello Grani, raggiunse la sua popolarità proprio grazie alla gestione del mitico Giulio Ciccarelli che lo chiamò Max Drink .

Fu il Maestro dei barman e del caffè.
Mitici anche i suoi aperitivi alla frutta. Ben presto il bar diventò un punto d’incontro dei viterbesi negli appuntamenti della colazione, del tè e dell’ aperitivo. Poi anche a pranzo.

Più popolare dello storico Schenardi.

L’esperienza del Maestro passò il testimonial negli anni scorsi al figlio e poi a Francesco e al suo staff.

Ma se i viterbesi ancora oggi dicono: “Andiamo a prendere il caffè da Giulio?” c’è sicuramente un motivo.

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