Grazie a una cornea artificiale un uomo quasi totalmente cieco è tornato a vedere dopo dieci anni. L’intervento, eseguito presso l’istituto israeliano Rabin Medical Center, è stato un successo e l’equipe medica che l’ha reso possibile ha sottolineato che questa protesi aiuterà milioni di persone. Ogni anno circa 2 milioni di persone soffrono di cecità corneale, ma non tutte possono essere sottoposte a un trapianto di cornea naturale.

Un uomo di 78 anni quasi completamente cieco è tornato a vedere dopo anni grazie a un rivoluzionario intervento, durante il quale gli è stata impiantata una cornea completamente artificiale. Si è trattato del primo intervento di questo tipo in assoluto. A eseguirlo un’equipe di esperti del Rabin Medical Center, Israele. I medici, guidati dal professor Irit Bahar, direttore del Dipartimento di Oftalmologia, hanno utilizzato la cornea “CorNeat Kpro”, una protesi che aveva ottenuto l’autorizzazione all’impianto nel 2020. Fino ad oggi i trapianti di cornea erano stati eseguiti solo grazie alle vere cornee da donatori deceduti o a cornee parzialmente artificiali; l’intervento pionieristico promette di ridonare la vista a moltissime persone. Basti pensare che la cecità corneale è la seconda in assoluto al mondo, e secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ogni anno ne soffrono circa due milioni di persone.

L’intervento è perfettamente riuscito e l’uomo, dopo la rimozione del bendaggio a 24 ore dall’operazione, ha potuto rivedere i propri cari dopo anni. Come specificato il paziente era quasi completamente cieco, e ormai riusciva a vedere solo delle immagini fortemente sfocate. Ma grazie all’impianto della cornea artificiale CorNeat Kpro ha constatato un immediato e significativo miglioramento della propria vista. Non solo è riuscito a riconoscere la figlia che non vedeva da 10 anni, ma poteva vedere anche le singole dita di una mano e leggere i numeri in una tabella ideata proprio per valutare le capacità visive. L’uomo aveva perso la vista circa dieci anni fa a causa di un edema e altre malattie oculari, e continuava a peggiorare anche a causa dei continui interventi chirurgici cui era stato sottoposto. La cornea artificiale è stata una vera e propria rinascita, come mostra l’emozionante video in cui viene documentato il momento in cui vengono rimosse le bende.

“La procedura chirurgica è stata semplice e il risultato ha superato tutte le nostre aspettative. Il momento in cui abbiamo tolto le bende è stato emozionante e significativo. Momenti come questi sono l’adempimento della nostra vocazione di medici. Siamo orgogliosi di essere in prima linea con questo progetto entusiasmante e significativo che avrà senza dubbio un impatto sulla vita di milioni di persone”, ha dichiarato con entusiasmo il professor Bahar in un comunicato stampa. Impossibile dar torto allo specialista, osservando le belle immagini dell’uomo che torna a vedere (lo potete vedere al seguente link). “Mostrare questo primo occhio impiantato e trovarsi in quella stanza, in quel momento, è stato surreale. Dopo anni di duro lavoro, vedere un collega impiantare la CorNeat KPro con facilità e osservare un altro essere umano riacquistare la vista il giorno seguente è stato elettrizzante e commovente, c’erano molte lacrime in quella stanza”, ha dichiarato il dottor Gilad Litvin, creatore della cornea CorNeat Kpro.

La ragione per cui una cornea artificiale può essere più efficace di una naturale risiede nel fatto che il trapianto non è sempre possibile in quelle situazioni in cui le cornee da sostituire risultano talmente danneggiate, sfregiate e deformate da non poter essere sostituite da un’altra. La CorNeat Kpro diventa così una protesi preziosissima per tutti coloro che non possono sottoporsi al regolare trapianto, e come indicato dagli scienziati israeliani ne beneficeranno milioni di persone. Da quando è stata approvata, nel giugno dello scorso anno, il team del professor Bahar ha coinvolto dieci pazienti in uno studio sperimentale, dei quali il 78enne è il primo fortunato ad aver ritrovato nuovamente la vista. La speranza è che tutti coloro che hanno bisogno di un simile intervento potranno essere trattati al più presto.

Fonte: Fanpage

 

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