Stamattina sono intervenuti Digos e vigili a chiudere, i clienti identificati rischiano la multa

MODENA. Lo aveva annunciato a più riprese sui social, e oggi ha mantenuto la parola. Alle 6 di questa mattina, infatti, la rete di palestre GimFive ha riaperto le porte della sua sede di Modena Est, accogliendo in poche ore una quarantina di clienti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Il tutto, in barba alle restrizioni imposte dall’ultimo DPCM, che prevede la chiusura delle sale pesi fino a nuovo avviso. Anzi, in aperta sfida alle regole introdotte dal Governo, dato che la stessa azienda parla dell’iniziativa come di un “gesto di disobbedienza civile” destinato peraltro a proseguire: “Questo è solo l’antipasto. Venerdì 15 gennaio, oltre a Modena Est, riapriranno anche tutte le altre nostre 11 palestre” sparse tra l’Emilia, la Toscana e l’Umbria.

“Lo facciamo per il futuro dell’azienda e dei collaboratori – spiega Marco Neri, uno dei responsabili delle due palestre di Modena – GimFive nel complesso mantiene una novantina di famiglie. I due lockdown sono stati una mazzata, e la nebulosa che ci si prospetta per i mesi a venire mette in pericolo anche i diritti e la sopravvivenza del lavoro. All’interno della struttura abbiamo ovviamente rispettato le distanze di sicurezza e le norme di sanificazione”. La scelta di riaprire in ogni caso e ad ogni costo è stata annunciata con un comunicato lo scorso 14 dicembre. “Tantissime persone hanno appoggiato la nostra campagna. Come in ogni cosa sono arrivati anche i denigratori, ma in molti ci hanno manifestato anche telefonicamente sostegno ed interesse”.

Inclusi i clienti della sede modenese: questa mattina a decine si sono alternati tra tapis roulant e bilancieri. Almeno fino a quanto, intorno alle 9:30, sono intervenute anche gli agenti della Digos e i vigili urbani. “Dopo un confronto si è pattuito di chiudere la palestra, che rimarrà ferma anche domani – continua Neri – Dopodiché vedremo come procedere”. Tutti i presenti sono stati identificati, e sono in corso gli accertamenti del caso. I clienti rischiano sanzioni fino a 400 euro, mentre l’azienda è stata convocata in Questura.

«I legali che ci stanno seguendo sono già al lavoro. Eventuali multe verranno ritenute incostituzionali, e quindi faremo ricorso. Ma la nostra posizione resta quella di riaprire tutte le sedi il prossimo 15 gennaio, insieme a tanti bar e ristoranti che si trovano nella stessa situazione». Sui social GimFive invita apertamente i colleghi a seguire l’esempio, auspicando che “in tal caso il divieto probabilmente verrebbe tolto”. “In alternativa alla riapertura non chiediamo ristori a fondo perduto – conclude Neri – ci basterebbe che le banche e gli enti preposti fornissero i prestiti necessari a pagare gli stipendi e i costi vivi».

 

Fonte: Repubblica

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