Negli ultimi sette giorni la app che permette di accedere al meccanismo di rimborso per le spese digitali è stata scaricata quasi quanto la app per il tracciamento nelle sue prime tre settimane. Davanti al miraggio dei 150 euro di restituzioni, persino privacy e possibili ostacoli tecnologici sembrano passare in secondo piano

MILANO – L’appetito per il cashback fa vincere agli italiani qualsiasi resistenza verso difficoltà tecnologiche o problemi di privacy. Ed è più forte, persino, della necessità di contenere l’emergenza sanitaria Covid-19. Lo dimostra l’andamento dei download delle app IO, necessaria per accedee al cashback di Stato e Immuni, introdotta per cercare di rafforzare il contact tracing e limitare la diffusione del coronavirus.

I numeri sono impietosi. Soltanto negli ultimi sette giorni sono stati oltre 3,5 milioni i download della app necessaria ad accedere al cashback di Stato, numeri che Immuni ha impiegato tre settimane a raggiungere, a giugno. Senza dimenticare che ufficialmente il cashback è partito soltanto martedì quindi i numeri dei prossimi giorni si attendono ancora molto alti.

Il sorpasso ancora non è scattato, ma è imminente. Mentre Io viaggia verso quota 8,5 milioni (7,6 milioni martedì sera), Immuni è ormai stabile  sotto la soglia dei 10 milioni di download.  Ma anche andando a confrontare il debutto di Immuni con l’avvio del cashback non c’è partita. Il 1 giugno, furono circa 300 mila i download di Immuni. Martedì, alla partenza del cashback, quelli della app IO sono stati quasi il triplo: 870 mila.

Va ricordato poi che a differenza di Immuni, nato ex novo, l’app IO era stata lanciata in aprile per potere già effettuare alcuni pagamenti delle pubbliche amministrazioni e accedere a certificati pubblici, da luglio poi la app era necessaria per accedere al bonus vacanze quindi molti italiani avevano già provveduto a scaricarla in estate.

E se tra i cavalli di battaglia dei detrattori di Immuni c’erano i timori per l’accesso ai dati sensibili, malgrado la app non conservi né comunichi dati sulla geolocalizzazione e associ gli smartphone a dei codici anonimi, di fronte ai 150 euro di possibile rimborso per le spese gli ostacoli cadono velocemente. Malgrado, la app Io chieda l’accesso a dati altrettanto sensibili come i propri dati di pagamento o le spese effettuate.

FONTE: La Repubblica.it

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