Personalmente porto rispetto per i morti di qualsiasi malattia,  ma non sopporto il fatto che ai media piaccia buttare qualsiasi forma di deceduto nel calderone del Coronavirus solo con il fine di attrarre visualizzazioni e soldi; non mi piacciono queste persone, lo ripeto dall’inizio della loro “pandemia”, quella conveniente e non quella fondata su una paura spropositata di perdere la vita.

In questi ultimi giorni infatti, grazie all’aiuto di qualche brava persona di cui non cito le generalità, ho iniziato ad utilizzare una parola diversa per descrivere questa situazione epidemiologica, ovvero Sindemia. Per definizione la Sindemia è un processo che implica una relazione tra più malattie e condizioni ambientali o socio-economiche dove la loro interazione rafforza e aggrava ciascuna delle malattie o patologie. Infatti è chiaro che le persone decedute positive all’infezione da Sars-Cov-2 in realtà avevano già delle forme patologiche e questo è dichiarato ufficialmente nella pagina dell’Istituto Superiore di Sanità relativa alle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da Sars-Cov-2:

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia

Questa è una realtà oggettiva che dimostra quanto siano importanti le “condizioni” all’interno di un paziente contagiato da Sars-Cov-2; ormai ogni deceduto di Covid-19, a differenza dell’influenza, toglie spazio al numero di decessi di altre malattie come il cancro, il diabete, la demenza o l’ipertensione arteriosa. Dico ciò perché quando una persona moriva con l’influenza ma presentava sotto delle patologie preesistenti, la causa di morte ricavata dalla cartella clinica era riservata solo ed esclusivamente alle patologie preesistenti e non all’influenza, la quale sarebbe potuta diventare causa di morte nel momento in cui non ci fossero state patologie pregresse; Se andiamo a confrontare questo piccolo dato di fatto otterremo che alla fine nella situazione “pandemica”, sempre secondo i media, dove ci troviamo ora, conta solo nella sua finalità quel 3,2%, ovvero l’insieme dei pazienti deceduti senza patologie già presenti prima dell’infezione dal Sars-Cov-2. Ma la sete di pandemia purtroppo è troppo eccesiva nei media, i quali ancora oggi, nonostante milioni di prove di fatto che smascherano questa trappola universale, continuano imperterriti a rincarare la dose con articoli a dir poco straordinari. Andiamo a leggere insieme un articolo di TGCOM24 relativo ad una situazione che coinvolge anche il Coronavirus:


“Coronavirus, Veronica stroncata a 33 anni a Nocera: mamma di una bimba, aspettava il secondo figlio. Era al quarto mese di gravidanza: da qualche giorno era ricoverata all’ospedale Cotugno di Napoli”

Il titolo ovviamente ha la sua importanza, soprattutto per chi segue la scia del clickbait, ovvero la visualizzazione di un articolo o un post o di qualsiasi altro contenuto multimediale tramite l’impatto del titolo. Il titolo parte subito con “Coronavirus” proprio per identificare la tematica della situazione in questione. Poi inizia a descrivere la vittima cercando di dimostrare in maniera implicita quanto il virus sia letale secondo loro nei giovani tramite un lessico che in qualche modo avrebbe dovuto scaturire nei nostri confronti un senso di tristezza, compassione ed immedesimazione. Lo si può vedere tramite i termini “mamma”, “bimba” e l’espressione “aspettava un secondo figlio”; se si tratta di coronavirus non sono indispensabili le condizioni quotidiane e famigliari della donna. Poi ovviamente mi dispiace sia per la madre, sia per il figlio che stava portando in grembo e sia per la bambina piccola, ma scientificamente parlando non sono dati che possiedono rilievo (la stessa questione si verifica nelle prime due righe del testo dove vengono usati i termini “piange” e “si è spenta”). Ma lascerei stare le scelte che sono state applicate per scrivere il titolo e mi concentrerei più che altro sul contenuto dell’articolo. Le parti più importanti di quest’ultimo si trovano nella terza, quarta e quinta riga, le quali citano testualmente:

“Da qualche giorno era ricoverata all’ospedale Cotugno di Napoli, in seguito ad alcune complicanze che potrebbero essere legate al coronavirus”

Sto leggendo bene io o hanno scritto male loro? “Potrebbero essere legate al coronavirus”. Cioè vuol dire che neanche loro lo sanno se aveva il coronavirus oppure no.“Potrebbero” è un verbo in 3°persona plurale che appartiene al modo finito del Condizionale, il quale ricordo esprime UN’ IPOTESI E non una certezza come il modo Indicativo. Ciò sta a significare che l’articolo non è stato fatto per annunciare una disgrazia di notevole rilievo, ma per accusare una persona di una causa di morte che nemmeno conosciamo.E successivamente, circa 15 ore dopo, l’articolo improvvisamente cambia:


(Link dell’articolo):https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/campania/coronavirus-veronica-stroncata-a-33-anni-a-nocera-mamma-di-una-bimba-aspettava-il-secondo-figlio_25949082-202002a.shtml

Ma come è possibile una situazione di questo genere? Prima la donna è morta di Coronavirus, successivamente invece c’è solamente l’ipotesi e quindi non la certezza. Però un dato di fatto è certo. La notizia è passata come morto di Covid-19 e intanto la maggior parte delle persone non cambierà la propria visione

E questo discorso è strettamente legato al grafico delle patologie preesistenti dove i morti sono stati censurati e classificati come deceduti da Sars-Cov-2, trascurando ogni singola forma di patologia pregressa…

A tal proposito, riporto un pezzo in corsivo qua sotto che è tratto da un mio precedente “articolo” relativo ai problemi esterni al Sars-Cov-2 (metto anche il link):

Vorrei solo ricordarvi che ci sono malattie molto più pericolose e sofferenti come le malattie cardiocircolatorie e il cancro, le quali nell’anno 2016 hanno portato alla morte rispettivamente 221.914 e 179.502 persone su un numero di morti pari a circa 618.083 persone. Queste sono le malattie che mettono i brividi con delle percentuali relativamente alte; infatti i decessi da Cancro corrispondono al 29% di tutti i decessi avvenuti in quell’anno, mentre i decessi da Malattie Cardio-Circolatorie corrispondono al 37%. Ricordiamo anche che nel 2016 il cancro ha avuto una media giornaliera di 485 morti e una media di 1000 casi circa al giorno per un totale di 365.000 casi di cancro nell’intero anno. Di conseguenza l’Indice di Letalità salvo modifiche e alcune considerazioni può essere del 49,1%.

https://www.facebook.com/groups/1445526932423428/permalink/2402091423433636/

La situazione ormai è questa. I media stanno facendo sprofondare il mondo nell’allarme e nel caos più totale tramite l’arma della disinformazione. Sta adesso all’informazione mettere fine a questa trappola, architettata in maniera universale e sconvolgente sotto ogni punto di vista…

di Cristian Corallo

Fonte: Viterbox

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *