L’attrice era diventata famosa grazie alla partecipazione nel cult del maestro dell’horror con cui aveva avuto una lunga relazione

E’ morta mercoledì mattina a Roma la nostra dark lady Daria Nicolodi, come comunica Dario Argento che fu suo regista e compagno dal 1975, l’epoca di “Profondo rosso” al 1987 quando il loro sodalizio horror si concluse con “Opera”, tornando poi un piccolo ruolo in “La terza madre” (2007). La Nicolodi, fiorentina purosangue, nata il 19 giugno del ’50, vive una carriera parallela a quella di Argento, da cui ebbe Asia, nata dopo la sua relazione con lo scultore Mario Ceroli, da cui ebbe la prima figlia poi scomparsa. Con Argento la Nicolodi condivide non solo il nome, Dario & Daria, ma soprattutto il cinema, la letteratura e la musica di paura. Gli fa scoprire i Goblin da affiancare a Gaslini e alla sera leggono insieme Poe e Chandler: la collaborazione non è solo di attrice di bella ambiguità espressiva ma anche di sceneggiatrice (“Suspiria”).

La carriera del brivido passa così dall’indagata giornalista Gianna Brezzi del miglior Argento, “Profondo rosso” con la famosa la scena dell’ascensore, continua attraversando trilogie di “Inferno”, “Tenebre” “Phenomena”, “Opera”, anche se la Nicolodi fu scoperta da Rosi (“Uomini contro” con Volontè) e recitò per Carmelo Bene in “Salomè”, Petri e Bava, Citti, Calopresti e Scola. Fu anche teatrante: in “Delitto e delitto” è diretta da Lavia, partner Orsini, ma fece scandalo con Gigi Proietti in “La commedia di Gaetanaccio”, sequestrata per vilipendio alla religione del XV secolo (resta il disco 45 giri RCA di “Tango della morte” inciso con Gigi).

La sua passione era il paranormale di cui parlava volentieri con cognizione di causa: in tv la troviamo nel “Mostro di Firenze”, un argomento che la appassionava, nello storico “Verdi”, nel varietà di Poli “Babau” (censurato nel 70), nei “Nicotera” e nel successo nazional popolare “Ritratto di donna velata”. Mamma di tre figlie (solo Asia, che le ha dato due nipoti, era figlia di Dario e con lei fece le ultime apparizioni), da qualche tempo nonna a tempo pieno, parte di una famiglia intellettuale molto impegnata al femminile (mamma, figlia del musicista Casella, insegnava filologia presocratica), Daria ora si considerava “guarita” dalla malattia del recitare e si era praticamente ritirata dalle scene o, come diceva lei, ”garbeggiava”, intendendo la protezione della privacy e godendosi la libertà dei 70 anni. Certo la sua storia di attrice è legata a emozioni, sospetti forti e medium, omicidi, ingiustizie tutte da svelare (il padre fu avvocato) e chiavi freudiane in offerta. L’unione con Argento, fu un’ideale affinità elettiva verso i lati più nascosti del nostro inconscio (compreso un infelice episodio per 23 gr. di hashish) nel cinema horror thriller che scava nelle peggiori e più segrete rimozioni del passato, tanto che nel film Sky sul “Mostro di Firenze” fece la parte di una medium.

E sia Dario che Asia l’hanno ricordata su Instagram. Mentre il primo si è limitato a postare una vecchia foto in bianco e nero di entrambi con la scritta “Dario Daria”, la seconda ha voluto ricordare la madre con un lungo post. «Riposa in pace mamma adorata. Ora puoi volare libera con il tuo grande spirito e non dovrai più soffrire», ha scritto. Aggiungendo: «Io cercherò di andare avanti per i tuoi amati nipoti e soprattutto per te che mai mi vorresti vedere così addolorata. Anche se senza di te mi manca la terra sotto i piedi, e sento di aver perso il mio unico vero punto di riferimento. Sono vicina a tutti quelli che l’hanno conosciuta e l’hanno amata. Io sarò per sempre la tua Aria».

 

Fonte: Il Corriere

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