Qualunque sia la zona nella quale ci ritroviamo a vivere questo semi-lockdown, non è certo una zona di comfort.

Quelli che stanno in gialla si rallegrano per lo scampato pericolo ma sanno che potrebbe essere una gioia effimera: meno divieti significa più gente in giro, più gente in giro significa maggiore rischio di contagio, maggiore rischio di contagio significa che da gialla potrebbe presto diventare arancione.

Quelli che stanno in arancione hanno soprattutto il problema di capire cosa significhi esattamente, un purgatorio di restrizioni dal quale non si può uscire, che però salva qualcosa (i negozi sì, i ristoranti no, le scuole sì). Quelli che stanno in rossa invece ce li racconta Giampaolo Visetti, con la cronaca della prima mattina di lockdown a Milano. Ti aspetteresti una città spaventata e di nuovo semi-deserta, consapevole di essere tornata dentro a un incubo, triste, impaurita. Invece la trovi impegnata a prendersi tutta la libertà che il Dpcm concede e anche qualcosa di più: la colazione da asporto consumata sul marciapiede, il lavavetri con l’autocertificazione, le strade non molto più vuote di qualche giorno fa.

È come se i cittadini – o almeno una parte di loro – non fossero più disposti a sacrificare un po’ di libertà in nome della salute. Certo, nelle scelte personali non siamo aiutati dalle istituzioni: il conflitto fra Stato centrale ed enti locali, in particolare le Regioni, si fa sempre più marcato, come sottolinea Ilvo Diamanti. La voglia di autonomia si traduce in voglia di disobbedienza, soprattutto quando ci sono misure impopolari da applicare e nessuno vuole restare con il cerino in mano. Le regole vengono modificate, adattate, aggirate. Ci sono molti modi di reagire al nuovo scenario, ma sono tutti accomunati dalla paura: di ammalarsi, di perdere qualcosa, di restare isolati. Si tratta, come sintetizza Diamanti, di una regione trasversale alle gialle, alle arancioni alle rosse: la zona grigia, nella quale è facile smarrirsi. (Andrea Iannuzzi)

Fonte: La Repubblica.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *