Una domenica all’insegna della cultura, della bellezza e della storia, quella di ieri, 20 settembre. Un viaggio nell’arte, nella fede e nella tradizione nell’evento nato per festeggiare i 550 anni dalla fondazione della Basilica della Quercia.

Presenti alla conferenza, tenutasi all’interno del Santuario, dalle ore 16,30, il sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena, l’assessore alla cultura Marco De Carolis, la soprintendente Eichberg, il prof. Bentivoglio, don Massimiliano, Irene Temperini.

La storia della basilica inizia nel 1417 quando mastro Battista Luzzante fece dipingere l’immagine della Vergine Maria su di una tegola piana ad un pittore chiamato Monetto, e l’appende poi a una quercia.

Il culto alla Madonna della Quercia comincia nel 1467 quando un cavaliere, inseguito dai nemici, si buttò ai piedi della quercia dove era appesa la sacra immagine e divenne miracolosamente invisibile ai suoi inseguitori; secondo altri risale a una pestilenza che in quello stesso anno sconvolse l’Alto Lazio: circa 30.000 devoti accorsero sotto la quercia ad invocare pietà e, dopo una settimana di preghiera, inspiegabilmente e improvvisamente, la peste sparì.

A seguito di questi avvenimenti, tra il 1467 e il 1469, si decise di costruire una chiesa e quindi fu edificato il primo Santuario. Grazie ai Padri Domenicani che la considerarono la loro protettrice, il culto verso la Vergine della Quercia accrebbe e si espanse anche in Europa. Nel 1867 papa Pio IX proclamò Basilica la chiesa della Quercia e nel 1873 lo Stato Italiano lo dichiarò monumento nazionale. Alla fine del XIX secolo l’architetto Vici modificò la struttura originaria del santuario, costruì un coro a catino e abbatté le pareti originali della chiesa, ma nel 1970 sono stati eseguiti lavori di restauro per riportare alla luce la struttura originale.

All’interno del santuario possiamo ammirare il soffitto a cassettoni ricoperto in oro progettato da Antonio da Sangallo e il tempietto marmoreo di Andrea Bregno che racchiude la tegola miracolosa.

Ol chiostro e l’ex convento sono stati realizzati su progetto di Giuliano da Sangallo. I tre portali d’ingresso sono sormontati da lunette in terracotta, opera di Andrea Della Robbia: la lunetta centrale raffigura la Madonna della Quercia, le due laterali San Pietro e San Tommaso D’Aquino. Gli affreschi del Ghirlandaio ai lati del tempietto e alcuni altri affreschi della scuola di Sebastiano del Piombo. Da notare che all’ingresso della sagrestia vi é il pennone di una nave turca, cimelio della battaglia di Lepanto (1571), donato al santuario da Pio V.

Un santuario prezioso, ricco di storia e di fede, che, dopo 550 anni, è ancora più bello.

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