La volatilità nell’azionario Usa ha attirato l’attenzione dei mercati nell’ultima settimana.

Dopo un massiccio livello di acquisto di azioni tech da parte di trader retail di breve termine, che ha alimentato il rialzo del Nasdaq degli ultimi mesi, una correzione non dovrebbe essere sorprendente, alla luce degli ampi guadagni nel corso dell’estate.

Di recente è risultato evidente che gli indicatori di volatilità, come l’indice VIX, sono cresciuti anche se il mercato si muoveva su nuovi massimi.

Nonostante ciò, in un contesto di politiche monetarie accomodanti, la volontà di acquistare ai minimi non sembra venir meno. Per ora, sembra che abbiamo assistito a una correzione a breve termine all’interno di un mercato toro, piuttosto che all’inizio di una disfatta che potrebbe detronizzare investitori e day trader.

Le preoccupazioni sul vaccino pesano sull’economia

La notizia che la terza fase di test sul vaccino per il Covid-19 del Gruppo Oxford sarà sospesa non ha avuto un impatto importante sui mercati questa settimana, anche se ha deluso le aspettative di coloro che speravano in un vaccino a breve.

I più vicini al settore farmaceutico osserveranno che tali sospensioni e passi indietro sono abbastanza comuni nello sviluppo di un vaccino e che è possibile che tali interruzioni saranno solo temporanee. Tuttavia, con molti vaccini che stanno entrando nelle fasi di test, c’è stata una convinzione diffusa che l’approvazione e lo sviluppo di un vaccino siano vicini.

Un ritardo notevole probabilmente deluderebbe molti in un momento in cui le economie continuano a percepire le difficoltà di operare in un contesto di restrizioni volte a contenere la pandemia.

Cantonate britanniche

Nel Regno Unito, la mediocre amministrazione Johnson ha proseguito con i propri tentennamenti nelle politiche. Dopo aver sostenuto la necessità che i dipendenti tornassero sul posto di lavoro settimana scorsa, questa settimana si è mossa nella direzione opposta, imponendo restrizioni a livello nazionale sugli assembramenti di più di 6 persone, con i contagi che continuano ad aumentare in alcune aree del Paese.

Nel frattempo, una grave carenza di kit per i test mostra come il Regno Unito sia ancora in difficoltà sugli aspetti più basilari, che negli altri Paesi sono stati risolti diversi mesi fa. L’operazione ‘moonshot’, che mirava a incrementare drasticamente i test, è stata accolta con grande scetticismo e la fiducia dei cittadini nel Parlamento sembra aver raggiunto nuovi minimi.

Allo stesso tempo, la Brexit incombe sempre di più all’orizzonte, e gli annunci da Westminster sui propositi di violare la legge internazionale ritrattando alcuni elementi dell’accordo raggiunto con l’Europa l’anno scorso hanno acuito le preoccupazioni a livello nazionale.

Diversi primi ministri conservatori del passato si sono mostrati allibiti da questo sviluppo, rafforzando l’impressione che un ‘Governo di Incompetenti’ stia portando il Regno Unito in una direzione pericolosa. Questo potrebbe continuare a pesare sugli asset britannici e sulla sterlina.

È possibile che si tratti di goffe strategie di negoziazione e che alla fine si troverà un accordo con il resto dell’Europa, come richiederebbero la logica e il buon senso. Tuttavia, la scadenza si avvicina, c’è spazio perché la situazione peggiori nel breve termine e un’uscita senza accordo non può essere esclusa, anche se ciò genererà danni economici sostanziali nel frattempo.

La lezione della Scandinavia

Il numero di casi continua a crescere in Europa, anche se riguarda soprattutto i più giovani e i livelli di ospedalizzazione e vittime restano bassi.

Intanto, il fatto che la Svezia abbia mostrato performance molto migliori, essendosi avvicinata a una immunità di gregge, tanto che il limite agli assembramenti dovrebbe essere portato da 50 a 500 persone, è stato abbastanza scioccante.

Più in generale, i dati economici in Europa continuano a mostrare segnali di miglioramento, anche se il ritmo della ripresa sembra in rallentamento, dopo il rapido rimbalzo con la fine dei lockdown.

Il meeting della BCE di questa settimana non ha apportato grandi novità, con la politica monetaria che rimarrà ultra accomodante almeno fino a metà 2021. Le speculazioni sul fatto che il PEPP possa essere esteso al di là di giugno 2021 potrebbero dominare le discussioni nel primo trimestre dell’anno prossimo, ma per ora sembra che la politica si manterrà sul sentiero già stabilito almeno finché la BCE non sarà forzata a reagire davanti a un nuovo catalizzatore, la forza dell’euro non avrà conseguenze più importanti rispetto ad ora.

Aumento delle emissioni

L’inizio di settembre ha visto un brusco rialzo nel numero di emissioni di bond societari, anche se a livello stagionale il volume di offerta per il resto del 2020 potrebbe essere leggermente inferiore rispetto alle stime precedenti.

Nell’high yield gli spread si sono ampliati, con i titoli energetici che hanno sottoperformato a causa di prezzi più bassi per il petrolio e una volatilità più elevata nell’azionario.

Intanto gli asset dei mercati emergenti si sono mossi all’interno del range a inizio mese, anche se il credito esterno ha continuato a mostrare ritorni maggiori rispetto ai bond in valuta locale. Anche i movimenti nel forex sono stati relativamente nel range, con la sterlina che è emersa come un notevole sottoperformer.

Guardando avanti

Abbracciare una conviction sostanziale nei confronti della direzione complessiva del mercato resta complicato. La politica monetaria accomodante continua a indirizzare l’inflazione nei prezzi degli asset. Tuttavia, le valutazioni non sono competitive e l’incertezza è ancora elevata. Un calo più pronunciato dei mercati azionari non può essere escluso, anche se, con molti investitori istituzionali che stanno adottando un certo grado di cautela, non sorprenderebbe se vedessimo gli indici ‘superare il muro delle preoccupazioni’ in assenza di altre news.

Nel frattempo, la continua mancanza di nuovi stimoli fiscali negli USA continua ad alimentare il rischio di uno stallo economico – si tratta di un’eventualità che appare invece abbastanza probabile in UK, date le discussioni sull’aumento delle aliquote fiscali e la fine dello schema dei congedi, che potrebbero far impennare la disoccupazione nei prossimi due mesi.

Il clima di incertezza non va necessariamente in favore dell’assunzione di nuovi rischi di investimento. Per ora, sembra opportuno portare pazienza. Davanti a noi potrebbe stagliarsi un periodo di prova.

 

BlueBay Asset Management

BlueBay AM, asset manager attivo e specializzato nel fixed-income, fondato nel 2001 e con oltre $57 miliardi di AUM (al 31 marzo 2020), offre un’ampia e variegata gamma di strategie obbligazionarie, facendo leva su una lunga tradizione nella gestione alternativa ed avvalendosi di oltre 120 professionisti degli investimenti. Con sede a Londra e presenza in 8 paesi, BlueBay AM è controllata da Royal Bank of Canada, rispetto alla quale mantiene piena autonomia di investimento e sostanziale indipendenza operativa.

Mark Dowding, CIO

Mark Dowding, con oltre 25 anni di esperienza nel mondo degli investimenti, è in BlueBay dal 2010. In precedenza è stato Head of Fixed Income per l’Europa in Deutsche Asset Management, ruolo che aveva già ricoperto in Invesco. Ha iniziato la sua carriera come gestore obbligazionario in Morgan Grenfell nel 1993, dopo la laurea in Economia all’Università di Warwick.

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