Leader Lega: “Vado avanti, non chiederò aiutini”. Renzi: “Sì al processo, non agì per interesse pubblico” Pd: “Sia processato, nessuno è al di sopra della legge”

La richiesta di autorizzazione a procedere per sequestro di persona presentata dal Tribunale dei ministri di Palermo è stata approvata con 149 voti contro 141. II leader della Lega: “Contro di me festeggiano i vigliacchi, orgoglioso di aver difeso l’Italia!

L’Aula del Senato ha dato il via libera alla richiesta di autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini, presentata dal Tribunale dei ministri di Palermo che lo accusa di sequestro di persona per aver bloccato, quando era ministro dell’Interno, lo sbarco dei migranti a bordo della Open Arms. I voti a favore della relazione della giunta per le elezioni sono stati 141 e non hanno, quindi, raggiunto la quota necessaria, ovvero la maggioranza assoluta pari a 160, perché il parere della giunta, contrario all’autorizzazione, fosse confermato. Contrari alla relazione della giunta 149 senatori, un astenuto.

“Contro di me festeggiano i Palamara, i vigliacchi, gli scafisti e chi ha preferito la poltrona alla dignità. Sono orgoglioso di aver difeso l’Italia: lo rifarei e lo rifarò, anche perché solo in questo luglio gli sbarchi sono sei volte quelli dello stesso periodo di un anno fa, con la Lega al governo”, è il commento del leader leghista, “vado avanti, a testa alta e con la coscienza pulita, guarderò tranquillo i miei figli negli occhi perché ho fatto il mio dovere con determinazione e buonsenso. Mi tengo stretto l’articolo 52 della Costituzione (‘La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino’) e ricordo le parole di Luigi Einaudi: ‘Quando la politica entra nella giustizia, la giustizia esce dalla finestra’. Non ho paura, non mi farò intimidire e non mi faranno tacere: ricordo che per tutti i parlamentari, presto o tardi, arriverà il giudizio degli elettori”.

“Salvini non agì per interesse pubblico”. E’ stata la motivazione con cui il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha annunciato, nell’aula del Senato, il voto del suo partito a favore dell’autorizzazione a procedere per il processo Open Arms, la nave della Ong bloccata in mare per 19 giorni nell’agosto 2019, quando era ministro dell’Interno.

“Noi dobbiamo rispondere alla domanda non se Salvini abbia commesso reati o no, o se fosse accompagnato da altri membri del governo. A questo risponde la magistratura. Ma se ci fu interesse pubblico. E per me l’interesse pubblico non c’è nel tenere un barcone lontano dalle coste”, afferma Renzi. Che si attira subito gli strali di Forza Italia, con la senatrice Licia Ronzulli che gli rinfaccia: “Il suo garantismo è a senso unico alternato”.

La cronaca dell’aula

In apertura della seduta il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ricorda l’esito del voto della Giunta da lui presieduta, contrario al processo e motivato dalla convinzione che quella di chiudere i porti alla nave Open Arms fu una decisione di governo: “La proposta di non autorizzare il processo è stata approvata a maggioranza dalla Giunta. Salvini, nella vicenda Open Arms, agì di concerto con i ministri della Difesa e dei Trasporti, con un atto di governo collegiale”.

Emma Bonino, senatrice di +Europa, parla a nome del gruppo Misto dichiarando il voto favorevole al processo: “Salvini potrà difendersi in tribunale”. Sulla stessa linea anche il senatore del Misto, l’ex M5s Gregorio De Falco: “Non c’è alcuna possibilità di rinvenire la corresponsabilità del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, che operò una moral suasion nei confronti di Salvini e gli scrisse una lettera invitandolo a far venire meno il reato che si stava compiendo impedendo lo sbarco dei minori. Disse a Salvini: fai sbarcare almeno quelli”.

Anche il senatore di Leu Pietro Grasso, reduce dalla bocciatura per la nomina a presidente della commissione Giustizia, sostiene che “l’aula deve consentire alla magistratura di procedere contro il ministro Salvini”. Compatto per il sì anche il Pd che, per bocca del capogruppo Andrea Marcucci, chiede a Conte “una discontinuità totale sul tema delle politiche migratorie”. E il collega Franco Mirabelli aggiunge: “Nessuno è al di sopra della legge, Salvini sia processato”.

Per i cinquestelle intervengono solo Elvira Evangelista, che dichiara il voto favorevole al processo a nome di tutto il gruppo 5S, e Vilma Moronese, che prova a rimproverare l’ex collega di partito passato al Carroccio Stefano Lucidi, già ripreso da Casellati, per aver filmato con il cellulare gli applausi a Salvini. Lucidi le risponde con una battuta: “Volevo rassicurarla, stavo solo provando ad aprire una scatoletta di tonno”.

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