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Ma che fine ha fatto il virus? Ma ce lo siamo già dimenticati? E i morti? E il coraggio degli operatori sanitari? E la paura?

E le giornate chiusi in casa? E la conferenza stampa delle sei di sera? E il numero dei morti, dei contagiati che salivano ogni giorno? E le colonne di camion che portavano via le bare? E le canzoni alle finestre e dai balconi? E i ventilatori, le Mascherine, i dpi? Andrà tutto bene…dicevamo…purtroppo non è così…non è andato tutto bene.

Passata la paura, passato il, momento, tutto è tornato come prima, anzi peggio di prima, molto peggio di prima.

Oltre le migliaia di morti da piangere, oltre le problematiche di una sanità saccheggiata, oltre la fragilità umana, oggi dobbiamo fare i conti con un’emergenza che forse farà meno morti, ma che sarà ancora più tragica: la crisi economica, una crisi senza precedenti.

Alcuni la paragonano alla crisi del dopo guerra, ma non è così, perché allora c’era un paese da ricostruire, case, palazzi, strade, ponti…oggi c’è già tutto, è tutto lì al suo posto, come lo avevamo lasciato all’inizio di marzo.

C’è un futuro da inventare, da progettare, da sognare, ci dobbiamo rimboccare le maniche, dobbiamo avere idee innovative, dobbiamo fare in modo che le disparità sociali non aumentino.

E invece cosa facciamo? Litighiamo, ci azzuffiamo, ci critichiamo a vicenda, tu vuoi fare questo? È sbagliato. Tu pensi sia giusto fare così? È sbagliato. Tu hai un’idea? È sbagliata.

Da questa crisi, se ne esce solo remando tutti in una direzione e chiunque non capisca questo, chiunque pensi solo a sé stesso, al proprio orticello, ai propri privilegi, grandi o piccoli che siano, non ha capito niente, non ha capito la gravità del momento, non ha capito che siamo davanti ad un bivio, da una parte c’è la possibilità di costruire un mondo migliore, dall’altra, l’autodistruzione.

By EMAX

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