Molto spesso il suo pubblico era in piedi, a tributargli una doverosa standing ovation, mentre lui non riusciva neppure ad alzarsi dalla sua carrozzella. Eppure correva forte. Dietro alle note, sulla musica, con le sue lunghe dita, con la sua bacchetta, quasi fosse un mago.

Si commuoveva e sapeva farci commuovere, come solo i grandi riescono a fare. Raffinato, sensibile, umano, forte.
Grande musicista, grande pianista, grande direttore d’orchestra, grande compositore, ma soprattutto un grande uomo.

Era tanto piacevole ascoltare le sue parole quanto la sua musica, perchè, grazie alla sua intelligenza, la sua ironia e il suo acume, sapeva trovare curiosi aneddoti e racconti.

Quando siamo giù, pensiamo a lui, alla sua forza, alla sua musica, alle sue parole. Per lui ogni problema era un’opportunità.
L’opportunità di dimostrare che ce la possiamo fare, che dobbiamo lottare anche se la vita a volte ci mette di fronte a problemi, malattie, crisi.

“La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme”. È questa una delle frasi che meglio racchiudono la filosofia che ha sempre accompagnato il pianista Ezio Bosso, scomparso a 48 anni oggi, 15 maggio 2020.

L’ultimo lavoro di Ezio Bosso è stato Grazie Claudio, un omaggio a Claudio Abbado. Fu proprio Bosso, infatti, a dirigere il concerto evento di Mozart14 per i cinque anni dalla scomparsa di Claudio Abbado.

Se ne è andato in silenzio. Quel silenzio che c’è fra una nota e l’altra. Ma è certo che la sua musica continua.

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