Nel ventunesimo secolo, nell’era dei computer e di internet, della tecnologia spinta, della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale, da un giorno all’altro ci siamo resi conto di essere del tutto indifesi di fronte ad una mortale pandemia imprevista e sconosciuta che ci ricorda il Medioevo e fa vacillare le nostre certezze di uomini moderni, i nostri valori, il nostro modo di vivere quotidiano, la nostra economia, il nostro futuro.

Per cercare di comprendere il quadro generale, è utile rivedere alcuni cruciali accadimenti in ordine cronologico degli eventi che hanno portato a questo disastro, forse più voluto che involontario,  il 17 novembre 2019 viene registrato il primo caso di contagio accertato da COVID-19: si tratta di un cinquantacinquenne della provincia dello Hubei. Inizialmente il virus non è stato riconosciuto come un nuovo tipo di coronavirus e la notizia è stata divulgata dal governo cinese solamente il 13 gennaio 2020.

 

A dicembre 2019 il primo paziente noto inizia a manifestare i sintomi. Non era stato al mercato del pesce di Wuhan e non è stato trovato alcun collegamento epidemiologico tra questo e i casi successivi, pochi giorni dopo vengono registrati sette casi, successivamente diagnosticati con un nuovo coronavirus; due di loro erano collegati al mercato di Huanan; cinque non lo erano, il 12 dello stesso mese, l’emittente televisiva statale cinese CCTV ha riferito in una trasmissione che “un nuovo focolaio virale è stato rilevato per la prima volta nella città di Wuhan, a questo punto l’Organizzazione mondiale della sanità viene informata dalle autorità cinesi di una serie di casi simili alla polmonite nella città di Wuhan, con origine probabile da un mercato di pesce e animali della città stessa.

A gennaio 2020 le autorità cinesi confermano di aver identificato un nuovo virus. Il nuovo virus appartiene alla famiglia dei coronavirus, che include, fra gli altri, il raffreddore comune e virus come SARS e MERS. Questo nuovo virus prende temporaneamente il nome di “2019-nCoV”, il 9 gennaio viene documentato il primo caso di decesso a causa del 2019-nCoV. Da parte dell’OMS viene confermata l’epidemia avente origine da un coronavirus finora sconosciuto, in Cina cresce sostanzialmente il numero dei casi, con quasi 140 nuovi pazienti, il 21 gennaio viene registrato il primo caso negli Stati Uniti d’America.

Globalmente vi sono 312 casi e 6 decessi confermati, nel frattempo in cina inizia la quarantena nel tentativo di contenere l’epidemia virale, si tratta della più grande misura di quarantena mai disposta nella storia umana, sono coinvolte diverse città ed un’intera provincia raggiungendo 60 milioni di persone. Il 24 gennaio il governo francese conferma 2 casi in Francia: si tratta dei primi casi in Europa. Il 26 gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) rettifica il proprio documento in merito al virus e, alla luce delle nuove notizie, alza il livello di pericolosità della Cina a “Molto Alto” e al resto del mondo a “Alto”. il 27 gennaio, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità definisce “elevato” il rischio a livello globale, correggendo la precedente analisi che lo aveva definito “moderato”, si verifica il primo caso di contagio in Germania (Baviera), intanto la situazione in Cina precipita, i numeri di contagiati e decessi crescono di ora in ora, al ché diversi stati iniziano ad evacuare i propri concittadini dalla zona tramite voli charter: i primi sono gli Stati Uniti d’America. Il 29 gennaio altri 3 casi confermati in Germania, tutti correlati a una persona che aveva fatto ritorno dalla zona di Wuhan. Quando i governi di varie nazioni, tra cui quello italiano, preparano un piano di evacuazione per i propri cittadini da Wuhan, il Governo Federale della Russia dispone la chiusura del confine terrestre con la Cina a veicoli e pedoni e limita le tratte ferroviarie, dal 31 gennaio, alla sola Mosca-Pechino, ma dopo alcune ore decide di chiudere tutti i collegamenti, e quindi il confine, con la Cina. il 30 gennaio l’OMS, in una conferenza straordinaria di aggiornamento sullo stato della sanità globale in merito al virus che prende il nome di 2019-nCoV ARD, dichiara ufficialmente tale virus un rischio per la salute pubblica mondiale, fornendo direttive alle nazioni sulla corretta gestione del problema e vengono accertati per la prima volta in Italia due casi di persone infette, si tratta di due turisti cinesi in vacanza a Roma. a fine gennaio vengono confermati i primi casi in Gran Bretagna (due pazienti), Spagna, Russia e Svezia.

Con questo quadro del mese di gennaio già si possono evidenziare gli errori fatti, ad esempio perché il governo Russo, percependo l’elevato rischio a livello globale, ha sbarrato tutte le frontiere mentre gli altri stati, forse presi dal panico, si sono preoccupati di preparare un piano di evacuazione dei propri cittadini?

Nonostante oggi si cerchi di puntare il dito sull’Organizzazione Mondiale della Sanità, per coprire la superficialità e l’inefficienza dei governi mondiali, possiamo notare che la stessa, già dal 9 gennaio, conferma l’epidemia nonostante il governo cinese divulghi la notizia solamente il 13 gennaio, ma continuiamo ad elencare gli accadimenti in ordine cronologico.

febbraio 2020 quando la Cina ammette ritardi nella gestione dell’epidemia, gli analisti ed economisti di tutti il mondo iniziano ad esprimere preoccupazioni sull’impatto che questa emergenza sanitaria sta avendo sull’economia globale, dal rallentamento industriale in Cina con linee di produzione delle industrie tecnologiche ferme (ad esempio Foxconn per Apple) alle catene di negozi chiuse per precauzione (ad esempio Starbucks). il 3 febbraio, mentre i decessi in Cina, per l’epidemia di Coronavirus, superano per mortalità la precedente epidemia di Sars avvenuta nel 2002/2003, viene accertato il primo caso  in Belgio, portando il totale, dei decessi, nell’Unione europea a 24. Il 7 febbraio quando viene ufficializzato il primo contagio di un cittadino italiano, uno studente emiliano di ritorno da un soggiorno a Wuhan, viene confermata per la prima volta la trasmissibilità del virus attraverso aerosol e secondo l’Oms i casi di contagio in Cina si stanno stabilizzando, anche se è troppo presto per ritenere che il picco del virus sia stato raggiunto. l’11 febbraio il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha lanciato un allerta: “Un virus può creare più sconvolgimenti politici economici e sociali di qualsiasi attacco terroristico: il mondo si deve svegliare e considerare questo virus come il nemico numero uno”.

Il 12 febbraio quando i contagiati in tutto il mondo sono arrivati a 44.200, l’International Committee on Taxonomy of Viruses decide ufficialmente di chiamare la malattia COVID-19 e vengono sospese importanti fiere ed eventi sportivi. Il governo cinese, intanto, ha rimosso i vertici del Partito Comunista di Wuhan e della provincia di Hubei per la loro incapacità di gestire l’emergenza, in Europa al Consiglio dell’Unione Europea si tiene una riunione straordinaria per valutare i dati provenienti dall’OMS dove si considerano diversi criteri di conteggio dei contagiati.

Il 23 febbraio mentre progredisce il numero dei contagiati e dei decessi nel mondo, gli scienziati cinesi che stanno studiando le caratteristiche del SARS-CoV-2 dichiarano che il virus sta diventando meno contagioso. In Italia, che diventa il paese europeo con più contagiati dal virus sul proprio territorio, con più di 100 casi confermati, intanto il Ministro della salute francese dichiara di essere pronto ad emanare misure per prevenire una «possibile epidemia». Sempre in Italia, vengono sospese le attività universitarie e scolastiche nelle regioni del nord, e contestualmente annullati il Carnevale di Venezia e il Carnevale di Ivrea, e vengono rinviate anche 4 partite di Serie A e centinaia di eventi sportivi. Si conclude il mese di febbraio con la dichiarazione dei ricercatori dell’OMS – secondo cui la situazione non è ancora classificabile come «pandemia» – arrivando alla conclusione che «in Cina la diffusione del coronavirus ha raggiunto il suo picco tra il 23 gennaio e il 2 febbraio. E da allora ha cominciato a diminuire in maniera consistente».

I primi di marzo si cominciano ad alzare i livelli di guardia, infatti Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha annunciato di aver aumentato il livello di rischio da moderato ad alto per le persone nell’Unione europea. Il 9 marzo l’Italia impone una quarantena a livello nazionale, limitando i viaggi tranne che per necessità, lavoro e circostanze sanitarie. per una dettagliata storia della pandemia vi rimandiamo alla voce di Wikipedia “Storia della pandemia di COVID-19 del 2019-2020“.

In pratica la situazione è sfuggita di mano, per giungere alla situazione odierna, data in cui si scrive questo articolo, dove nel mondo si sono raggiunti numeri elevati di contagiati, 2.259.317 e decessi 154.694.

Certamente i dubbi sono tanti, sia su come è partita questa pandemia, sia su come è stata gestita, a livello mondiale, questa emergenza sanitaria.

Non sappiamo quando terminerà il coronavirus, e al momento possiamo solamente speculare sulle sue conseguenze economiche e politiche. Gli storici concordano che le epidemie sono degli eventi – non delle tendenze – e che mettono sotto pressione le società in cui si diffondono. Questi sforzi evidenziano delle strutture latenti che altrimenti resterebbero nascoste.

Le pandemie ci consentono di svolgere delle analisi sociali, e rivelano ciò che la popolazione ha più a cuore.

Le epidemie del passato sono state raccontate non solamente come delle crisi sanitarie, ma come delle crisi morali. Alcuni gruppi sociali sono stati incolpati per l’arrivo e la diffusione della pandemia. E’ troppo presto per trarre delle conclusioni sull’impatto duraturo di una crisi globale che è appena iniziata, ma sicuramente sono state attuati alcuni comportamenti che ci fanno riflettere, come ad esempio il ritorno di uno stato interventista, il fascino dei confini con una rivalutazione del ruolo degli stati nell’Unione Europea, la rivalutazione e la fiducia negli esperti soprattutto nella competenza degli scienziati, il fascino all’autoritarismo questa crisi sta alimentando lo scontro tra Pechino e Washington, la gestione delle emergenze ci fa comprendere che il peggior nemico è il panico ed infine, forse la cosa più orrenda, è che i governi si trovano difronte ad una scelta, Amletica, tra la salute dei propri cittadini e lo stato dell’economia.

È ancora presto per speculare sull’impatto politico dell’epidemia nel lungo termine. Ma è chiaro che questo è un virus dell’anti globalizzazione, dato che l’apertura dei confini verrà ritenuta responsabile della catastrofe. Storicamente, uno degli aspetti più drammatici dell’epidemia è il desidero di trovare un capro espiatorio.

Poi ci sono tante sfaccettature politico-economiche che lascerebbero pensare ad una cosa premeditata e ben studiata, ma questa è un’altra storia.

Un fatto è certo, questa emergenza sanitaria ha messo in evidenza un sistema di governi umani incentrati sull’egoismo, inefficienza, burocrazia kafkiana e miasmi di corruzione, che porta sicuramente al totale fallimento dell’umanità.

Sarà forse il caso, partendo dalle basi, di rivedere totalmente le nostre priorità nella vita.

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