Sono 150.  La Germania era stata avvertita , sia dall’Italia che da Malta, che non avrebbe avuto collaborazione a causa dell’emergenza sanitaria in corso

Sono 150 i migranti recuperati ieri al largo della Libia dalla Alan Kurdi e ora in cerca di un «pos», un porto sicuro in cui sbarcare. Ricerca particolarmente complicata perchè sia l’Italia sia Malta nei giorni scorsi avevano avvertito la Germania, paese di bandiera della nave e della Ong Sea-eye che la gestisce, che non avrebbero potuto collaborare in caso di operazioni di salvataggio della nave umanitaria a causa dell’emergenza sanitaria in corso nei due Paesi, nemmeno per un immediato ricollocamento dei migranti.

Lo stesso ministero dell’Interno tedesco ieri pomeriggio – come reso noto da Sea-eye – ha contattato la Ong chiedendole di sospendere subito qualsiasi operazione di soccorso. «A quel punto, noi eravamo in mare già da sette giorni e stavamo evacuando il secondo barcone sovraffollato», ha commentato la Ong. La nave, che ha effettuato i due interventi tra ieri mattina (68 persone, molte del Bangladesh ma anche da Algeria, Sudan, Guinea, Siria, Ciad, Ghana e Burkina Faso) e ieri nel tardo pomeriggio (82 persone, la maggior parte di Marocco e Bangladesh, poi Somalia, Senegal e Gambia) a una trentina di miglia al largo di Zuara, si trova attualmente a sud di Lampedusa.

Per il primo dei due salvataggi, Sea-eye ha denunciato l’intervento di una imbarcazione veloce di milizie libiche da cui sono stati sparati colpi di arma da fuoco in aria che hanno indotto molti dei migarnti a gettarsi in acqua, e che poi ha abbandonato la zona. Per il secondo intervento, ha puntato il dito contro Asso 29, nave mercantile italiana a servizio delle piattaforme Eni davanti alla Libia, accusata di non essere intervenuta nonostante fosse molto vicina alla barca dei naufraghi.

Nell’ottobre dello scorso anno, Asso 29 aveva effettuato il salvataggio di 150 migranti poi sbarcati a Pozzallo. A chiedere ieri soccorso per le due imbarcazioni era stato Alarm Phone, il «centralino dei migranti», che ha anche lanciato l’allarme per una terza imbarcazione in legno, con una ottantina di persone a bordo, attualmente alla deriva. Alarm Phone ha riferito di avere contattato anche la Guardia costiera italiana, oltre a quella maltese nella cui zona Sar si trova ora il barcone, e di avere ricevuto la rassicurazione che qualcuno stava intervenendo, «ma la gente è ancora in mare – ha twittato la Ong – sono sopravvisuti alla notte ma sono infreddoliti e esausti».

A Lampedusa sono in isolamento nell’hotspot di contrada Imbriacola i 32 migranti, undici sono donne, arrivati ieri autonomamente nell’isola con una barca che sarebbe partita dalla Tunisia. La quarantena è stata disposta dal sindaco Totò Martello subito dopo il loro sbarco.

 

Fonte: https://www.lastampa.it/cronaca/2020/04/07/news/migranti-salvati-dalla-alan-kurdi-alla-ricerca-di-un-porto-sicuro-in-cui-sbarcare-1.38689650

 

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