La corruzione costa al mondo 2,6 trilioni di dollari l’anno. Per darvi un’idea, equivale al 5% del PIL del pianeta. Ed è il motivo principale per cui i ricchi si arricchiscono ed i poveri restano poveri.

In che modo la corruzione condiziona l’economia?

L’ex segretario del lavoro degli Stati Uniti, Robert Reich, ha lavorato per i presidenti Ford, Carter e Clinton, ed ora sta lavorando per capire come la corruzione a Wall Street e nelle lobby politiche stia danneggiando l’America.

Robert Reich la definisce in questo modo:

“Corruzione è pagare per ottenere cose illegali dalla società e che, secondo l’opinione comune, non dovrebbero essere comprate o vendute. Se tra due persone c’è uno scambio di denaro, e il passaggio avviene sotto il tavolo perché nessuno lo sappia, chiaramente si sta facendo qualcosa che, anche se non illegale, è contrario allo spirito della legge.

Il sistema politico è corrotto? Pensiamo alle aziende che pagano i lobbisti o fanno donazioni dirette a certi candidati. I candidati poi propongono o votano leggi negli interessi di quelle aziende. Questa è, a tutti gli effetti, corruzione.

Forme minori di corruzione fanno credere alla gente che essere corrotti non è sbagliato (o addirittura giusto); che è giusto rubacchiare ogni tanto, che è giusto prendere dal datore di lavoro.

Ma la verità è che i paesi più corrotti crescono più lentamente ed escono a fatica dalla povertà. Una volta aperta la porta della corruzione, entra di tutto. La porta diventa sempre più grande e l’economia non riesce a crescere.”

 

In India, la piccola corruzione si concretizza nelle mazzette.

Secondo un sondaggio di Ernst&Young, l’83% degli imprenditori internazionali afferma che le mazzette sono un deterrente per gli investimenti stranieri in India.

Il ceto medio accetta di pagare per paura di ritorsioni che non possono permettersi di subire. In India questo avviene alla luce del sole.

Per esempio, se una persona si ritrova all’ospedale pubblico per una frattura alla gamba, e chiede ad un infermiere di essere aiutato a raggiungere il secondo piano per mettere il gesso, non è inusuale sentirsi chiedere una mazzetta per ricevere la sedia a rotelle ed essere accompagnato.

In quei posti la gente, che sa bene come funziona il sistema, mettono da parte dei risparmi appositamente per far fronte alle spese delle mazzette.

In questi casi, la piccola corruzione diventa una consuetudine.

 

Ovviamente, le mazzette sono solo uno dei tanti tipi di corruzione. Può assumere varie forme, ma sono tutte legate al potere; nepotismo, self-dealing, estorsione, ricatto, appropriazione indebita.

Certo, i casi di piccola corruzione sono facili da individuare. Ma come fare per i pesci più grossi, infiltrati nel sistema?

Adam Davidson, giornalista del New Yorker, parla della corruzione in questi termini:

“La corruzione oggi è vista come una perversione, qualcosa di brutto che capita a economie altrimenti perfettamente funzionanti. In realtà è un concetto nuovo. Se pensi alla monarchia feudale, in cui il re aveva il potere assoluto e i contadini erano essenzialmente di sua proprietà, la corruzione in quel caso è tale che la parola perde di significato, perché non c’è nulla da corrompere. E’ semplicemente la realtà delle cose. Quindi, perché ci sia corruzione, dev’esserci prima un’economia del ceto medio funzionante che possa essere corrotta.”

Il cemento è l’argomento perfetto attraverso la quale analizzare il problema della corruzione, sia per come funziona sia per come danneggia i cittadini.

Il cemento è composto da 3 elementi: gli aggregati (sabbia e pietrisco), il cemento stesso e l’acqua.

In una struttura ben costruita, il cemento dovrebbe costituire il 15% del materiale complessivo, ma rappresenta anche il costo più elevato. Quindi si tende ad usarne meno negli edifici. All’inizio il palazzo regge, ma prima o poi crolla.

Quando sentite ai notiziari che sono morte migliaia di persone per un terremoto, non è stato il terremoto ad ucciderle, ma il cemento. I terremoti ad Haiti nel 2010, in Turchia nel 1999, Sichuan nel 2008, Messico nel 2017, sono degli esempi in cui è stato affermato quanto il disastro sia stato superiore del normale a causa del cemento scadente. In alcuni di questi casi, gli appaltatori che avevano beneficiato del cemento di bassa qualità hanno beneficiato anche della fase di ricostruzione.

In America, nel 2006, sei appaltatori sono stati arrestati per il caso Big Dig di Boston.

Nei paesi corrotti i beni materiali di base come il cemento, l’acqua potabile, l’elettricità, le linee telefoniche ecc… diventano fonte di enorme ricchezza per le élite, e questo impedisce alla società di svilupparsi e all’economia di crescere in modo sano.

 

David Ondracka è il direttore generale della Transparency International in Repubblica Ceca (vi riporto a fine articolo il link per l’indice di percezione della corruzione presente nel loro sito).

La Malesia (62° posto dell’indice) è un esempio di come la sua economia sia stata scossa dalla grande corruzione. La storia riguarda il caso di Najib Razak e del fondo 1MDB, che tuttavia merita un articolo a parte (se siete curiosi ed impazienti, guardatevi la seconda puntata della seconda stagione di Dirty Money, su Netflix). Ovviamente, i debiti accumulati per il fondo 1MDB vengono pagati dai contribuenti tramite l’aumento delle tasse, a cui non corrisponde un adeguato aumento dei salari e del potere d’acquisto. Questo è solo un esempio di come i poveri diventano ancora più poveri.

Singapore (6° posto dell’indice) è noto per essere quasi completamente privo di corruzione. Come ci riesce?

Il paese è noto per le sue leggi estremamente rigide. Per esempio, non tirare lo sciacquone in un bagno pubblico comporta 150 dollari di multa. Sfruttare la Wi-Fi del vicino di casa è considerata pirateria informatica, e può costare 10.000 dollari di multa e 3 anni di carcere. Stare nudi in casa con le finestre aperte costa 2.000 dollari e 3 mesi di prigione. Suonare in strada è disturbo della quiete pubblica e si può arrivare a 1.000 dollari di multa.

Per quanto possa sembrare strano, queste leggi nascono proprio per sconfiggere la corruzione. La loro logica è questa: se il popolo teme di commettere delle piccole infrazioni sarà fortemente demotivata a commetterne di peggiori. “E’ come un cancro che, se non lo estirpi dalle radici, si propaga a macchia d’olio.” (Chin Wee Liam, vicedirettore del Centro Anticorruzione di Singapore).

Il loro metodo ‘tolleranza zero’ gli ha donato la fama necessaria ad attirare investitori da tutto il mondo, comportando ovvi e sani benefici economici e diventando il principale centro finanziario e bancario dell’Asia. D’altro canto, non sono altrettanto virtuosi per quanto riguarda la libertà di stampa (vedi link World Press Freedom a fine articolo), rendendo quindi difficile ottenere informazioni accurate sui casi di grande corruzione (un esempio di grande corruzione a Singapore riguarda il caso Keppel, una società petrolifera legata al governo). Dunque, persino il loro modus operandi non è infallibile.

Quindi, cos’altro si può fare per combattere la corruzione?

A Mumbai l’ex capo economista della Banca Mondiale, Kaushik Basu, ha avuto un’idea per combattere la corruzione delle mazzette (la più diffusa in India): legalizzarle.

Il fatto è questo: chi paga le tangenti è colpevole tanto quanto il corruttore, perché accettare di pagare significa essere complice, ed equivale a colludere. Rendendo legale pagare la tangente e mantenendo illegale riceverla, chi paga, non essendo colpevole, si presume sia più disposto a confessare.

Kaushik Basu è stato deriso, e la sua proposta non è mai diventata legge.

La segretezza alimenta la corruzione, e la corruzione richiede segretezza. Vive nell’ombra, e sfrutta i poveri, succhiando letteralmente la linfa vitale di un paese.

Forse, anche solo parlarne apertamente, senza aver paura delle ripercussioni, priva i corruttori di un po’ del loro potere.

 

Transparency International Corruption Index – https://www.transparency.org/cpi2018

World Press Freedom Index – https://rsf.org/en/ranking

 

L’articolo è tratto interamente dalla puntata 8 della serie “This Giant Beast That is the Global Economy”.

 

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