Potrà tornare a casa Mattia, il paziente 1 di Codogno, ricoverato al Policlinico San Matteo di Pavia dopo essere risultato positivo al coronavirus. Uscito dalla terapia intensiva lo scorso 9 marzo si trova ora in reparto in attesa di essere dimesso: respira autonomamente e sta bene. La moglie partorirà la loro bambina tra poche settimane.

 

È stata una battaglia lunga e dolorosa quella di Mattia, il “paziente 1”, ricoverato a Codogno l’ormai lontanissimo giovedì 20 febbraio: da quel giorno tutto è cambiato, non solo per l’Italia ma soprattutto per lui che a 38 anni si è ritrovato a combattere per la sua vita e contro un virus che nessuno conosceva. Lo scorso 9 marzo finalmente è uscito dal reparto di terapia intensiva policlinico San Matteo di Pavia dove era stato trasferito da Codogno nella notte tra il 21 e il 22 febbraio per essere trasferito in quello di sub intensiva: ora è in reparto Mattia e a breve sa che potrà riabbracciare la moglie, salvo sorprese infatti potrebbe essere dimesso tra lunedì e martedì prossimo, in tempo per poter conoscere la figlia che nascerà tra qualche settimana.

È un traguardo importante per il “paziente 1”, definizione che Raffaele Bruno, direttore dell’Unità operativa complessa malattie infettive della Fondazione Irrcs Policlinico San Matteo, non gli ha mai trasmesso non solo per non tubarlo: “Per noi sono tutti Pazienti 1, tutti hanno bisogno del nostro massimo impegno”, ha raccontato a Fanpage.it. E mentre medici e infermieri continuano nel loro lavoro, Mattia può sorridere alla moglie: anche lei, incinta e all’ottavo mese di gravida, è guarita dopo essere risultata positiva al coronavirus, era ricoverata all’ospedale Sacco ed è tornata a casa non molti giorni fa in attesa di partorire una bimba che sta bene e non ha subito conseguenze. Sono stati giorni affannosi per lei che ha avuto paura per sé, per la piccola che porta in grembo ma soprattutto per il marito che ha trascorso in terapia intensiva tanti giorni: e ora che sta bene ed è fuori pericolo non fa altro che ringraziare i medici che lo hanno avuto in cura.

Il 38enne è al San Matteo di Pavia dal 21 febbraio
È una storia a lieto fine quella di Mattia iniziata quando il 18 febbraio si era presentato al pronto soccorso dell’ospedale di Codogno a causa di quella che lui, e anche i medici, credeva fosse una lieve polmonite. E così era tornato a casa. Poco dopo si era ripresentato in ospedale “per un peggioramento dei sintomi, ed era stato ricoverato nel reparto di medicina. Un ulteriore peggioramento aveva portato all’intervento del rianimatore. A quel punto, la mattina del 20 febbraio, la moglie aveva informato l’anestesista di una cena, svoltasi a fine gennaio, dove era presente un amico rientrato dalla Cina. Si trattava del presunto ‘paziente zero’ italiano che poi è risultato non positivo al tampone. Il 21 febbraio Mattia era stato trasferito al Policlinico San Matteo di Pavia a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni, poi il miglioramento avvenuto lo scorso 9 marzo fino alla buona notizia di questi giorni.

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