Passeggiava su un sentiero in Trentino diretto a “Lè dla Creda”, il Lago della Creta, quando ha trovato un pannolino usato lungo un corso d’acqua, probabilmente gettato via da una mamma, o da un papà, poco sensibile alle tematiche ambientali.

La ragazza in questione lo ha raccolto insieme alla salvietta utilizzata per pulire il sederino del bimbo, ancora profumata, a dimostrazione che l’abbandono era avvenuto poco tempo prima. Ha messo tutto in un sacchetto legandolo al proprio zaino e portandolo per due ore e mezza sulla schiena.

Ha quindi deciso di pubblicare sul proprio profilo facebook un messaggio rivolto all’ipotetica madre del bimbo, sperando di raggiungerla attraverso le condivisioni.

Nel post le rivolge parole dure affermando di provare pena per quel bambino a cui, questa madre, avrebbe deciso di lasciare un mondo pieno di rifiuti, veleno e tristezza. E di sperare che la foto che la immortala con zaino in spalla, e tanto di pannolino appeso, la raggiunga, smuovendo in lei qualcosa.

Premesso che non sappiamo chi abbia abbandonato quel pannolino, se una madre, un padre o altra figura che accudiva il bambino, il messaggio lanciato dalla ragazza è provocatorio ma importante perlomeno dal punto di vista ambientale, perché ci fa capire che il futuro delle nuove generazioni dipende dalle nostre scelte e dalle nostre azioni. E abbandonare rifiuti nella natura non solo è di cattivo esempio ma contribuisce alla distruzione dell’ambiente, danneggiando di conseguenza i nostri stessi figli. Cosa di cui non sempre ci rendiamo conto nonostante l’amore che nutriamo verso di loro come genitori.

Cambiare mentalità è indispensabile, anche perché il tempo a disposizione è ormai agli sgoccioli visti i terribili cambiamenti climatici in corso, ed è altrettanto indispensabile comprendere che i nostri piccoli gesti fanno la differenza, nel bene o nel male.

 

Fonte: https://www.greenme.it

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