La brutta scoperta è stata fatta da un appassionato di pesca sardo: dopo aver catturato il sarago si stava apprestando a cucinarlo quando ha trovato un profilattico nella sua pancia.

Credeva che aver catturato un pesce con le sue mani sarebbe stato garanzia di bontà e genuinità, ma è stato costretto a ricredersi. Maurizio Marini, un giovane sub di Olbia, due giorni fa si è tuffato con la sua fiocina al largo delle Saline e dopo essersi imbattuto in un gruppo di saraghi ne ha colpito uno. Tornato a casa decisamente soddisfatto per l’esito della caccia ha però fatto la terribile scoperta. Dopo aver eviscerato il pesce ha infatti scoperto che nel suo stomaco si celava un preservativo che evidentemente il sarago aveva accidentalmente ingerito tra le milioni di oggetti di plastica che inquinano i mari.

La brutta scoperta fatta dal pescatore sardo è anche un monito generale a limitare l’inquinamento e in particolare l’utilizzo di oggetti di plastica. Secondo uno studio di Science Advances la produzione globale di plastiche è lievitata dai 2 milioni di tonnellate del 1950 ai  15 milioni di metà anni Sessanta e ai 380 milioni del 2015. In 65 anni sarebbero stati prodotti oltre 8.300 milioni di tonnellate di questo materiale: molte delle plastiche finiscono poi inesorabilmente in mare, formando isole grandi come una nazione, ma sopratutto finendo nella catena alimentare dei pesci. In questo momento in mari e oceani si troverebbero 150 milioni di tonnellate di materie plastiche. Se tale processo non si arresterà entro 30 ani nei mari e negli oceani potrebbero esserci più plastiche che pesci.

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Gepostet von MARIANO SATTA am Samstag, 24. August 2019

 

Fonte: https://www.fanpage.it/attualita/

 

 

 

 

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