Corrado Guzzanti: “Truffato dal mio amico manager, casa pignorata, un buco da quasi un milione di euro”

Forse l’attore comico italiano più geniale della sua generazione, trent’anni di carriera di successi in tv e a teatro e si presume di lauti guadagni, a Corrado Guzzanti è successo di ritrovarsi ridotto a scegliere le scatolette di tonno più economiche per tirare avanti, con l’incubo dell’appartamento pignorato dalla banca e un buco nel bilancio personale di quasi un milione di euro di tasse non pagate.

Per colpa dell’uomo cui aveva affidato la gestione dei soldi e della contabilità, l’impresario (aveva lavorato con Gino Paoli e Lucio Dalla) e amico fidato Terenzio Valerio Trigona e del suo braccio destro Cesare Vecchio. Che sono finiti a processo per truffa: è davanti al giudice infatti che Guzzanti è costretto, visibilmente scosso, a raccontare come gli sia accaduto di finire sul lastrico e di non riuscire più a dormire la notte per l’angoscia.

“Il nostro rapporto professionale inizia nel 1994 e dura 19 anni, fino al 2013”, dichiara Guzzanti che deve ammettere anche l’umiliazione di sentire dalla bocca dell’ex amico che sì, lo aveva fregato. Come contabile – non versando il dovuto al Fisco, prelevando a piacimento sui suoi conti corrente, mentendo su un investimento su titoli tedeschi dai rendimenti favolosi e mai sottoscritto -, come produttore, costringendolo a firmare fidejussioni mai avvenute. Guzzanti si fidava ciecamente, non controllava conti o ricevute, fino alla sconvolgente scoperta del tradimento e della frode.

“Ho scoperto di essere talmente rovinato che 500 euro mi avrebbero fatto comodo”, racconta Guzzanti di quel periodo. Che “riprese a lavorare come un matto per salvare la casa”. Andando avanti “a scatolette di tonno”.

(fonte Il Messaggero)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *