Forse è stato raggiunto un accordo in extremis nella trattativa a Cagliari tra industriali-allevatori per il prezzo del latte: 72 centesimi Iva compresa al litro come acconto per il conferimento del prodotto e un saldo ancorato a una griglia che, considerando interventi di Regione e Stato, dovrebbe far sollevare il prezzo vicino a quello richiesto dai pastori, cioè un euro.

Il confronto è andato avanti tra proposte, controproposte e ripensamenti per oltre otto ore. I pastori non volevano saperne di scendere al di sotto l’euro, ma evidentemente sono arrivate le garanzie che chiedevano sul saldo. Le parti sono al lavoro per limare gli ultimi dettagli. E quindi, salvo clamorosi colpi di scena, si dovrebbe giungere alla firma dell’accordo.

Per ora ci saranno ora tre giorni di tregua nella mobilitazione dei pastori sardi per non bloccare il conferimento del latte e riprendere a far lavorare i caseifici. Tre giorni nei quali la proposta messa sul tavolo per avere 72 centesimi al litro oggi e arrivare a fine stagione a un euro – anche 1,20 – come chiedono gli allevatori sardi, sarà posta al vaglio del mondo delle campagne. Giovedì 21 febbraio il tavolo riprenderà al ministero a Roma.

Al termine del vertice ha parlato uno dei rappresentanti dei pastori, Gianuario Falchi: “Non abbiamo preso ancora una decisione, ma vedremo tutti insieme cosa fare: bisognerà fare un’analisi, questo è un gruppo spontaneo. Certo così non si può andare avanti: noi abbiamo buttato in questi giorni 15 milioni di lavoro. Quella di oggi è una bozza – ha continuato – sarà la gente a decidere. Loro dicono che più di così non si poteva fare, ci hanno chiesto di firmare subito. Ma noi vedremo il da farsi. Non sono soddisfatto del prezzo. Ma sono fiducioso, secondo me si potrà arrivare all’euro. Ci sono anche paletti per il futuro”. Stop ai presidi? “Non lo sappiamo – ha detto Falchi – molti pastori non li conosciamo. Ci è stato detto che da lunedì non ci sarà più tolleranza. Ma fuori c’è gente molto civile: i danni fatti, che condanno, sono stati pochissimi, molto meno dei danni che hanno subito i pastori”, ha concluso Falchi.

Per il vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini: “I 72 centesimi al litro (come acconto) sono un ulteriore passo in avanti per risolvere il problema del latte di pecora. E’ un’ottima notizia. Possiamo dire di aver iniziato un nuovo percorso, insieme a pastori sardi e industriali, con un governo che non ha usato la repressione ma il dialogo e il buonsenso. Complimenti anche al ministro Centinaio. Continuiamo a lavorare per chiudere l’intesa. E da domani sarò personalmente in Sardegna”.

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