«Vorrei dire alla Digos: identificateli tutti!». Anche Stefano Massini, scrittore e drammaturgo, sul palco del Concertone del Primo Maggio di Roma assieme a Paolo Jannacci, viola durante la diretta Rai il “divieto” di monologhi annunciato alla vigilia dell’evento del Circo Massimo. Il suo è un discorso veemente che prende le mosse dalla piaga delle morti sul lavoro: «Ogni persona che muore sul lavoro è una carneficina, è una catastrofe – dice l’attore – Dovremmo scandalizzarci per la morte di ognuno, ogni volta che ognuno muore sul lavoro è uno sfascio. Io sono contro questo massacro, sono un anti-sfascista. C’è una S, non ho detto antifascista, perché oggi se dici antifascista ti identifica la Digos», s’infervora Massini, scaldando il pubblico del
1° maggio, Stefano Massini infiamma la platea del Concertone: «Antifascista? Oggi se lo dici ti schedano. Digos, identificali tutti!»
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